Bormio, la presentazione del ritiro del Toro

0
104

nostri inviati a Bormio

Valentino Della Casa / Ivana Crocifisso

 

Presentato oggi il ritiro di Bormio, alla presenza delle autorità locali, del Presidente della Comunità montana Cola, di reappresentati dei comuni limitrofi, e del responsabile marketing del Toro, Alberto Barile. A prendere la parola per primo è Giuseppe Occhi, sindaco della località prescelta dal Toro come sede del ritiro estivo. “Nell’estate del 2013 il Toro è venuto qui non sapendo bene cosa avrebbe trovato, il secondo anno è andato a caccia di una conferma. Oggi è qui per una precisa scelta, perché ha trovato nelle nostre strutture l’ideale per gli allenamenti e per prepararsi al campionato. Ringrazio il Toro per la scelta e ringrazio anche chi ha organizzato tutto. In bocca al lupo al Toro”. 

“Sono passati tre anni dalla prima conferenza all’Olimpico – è l’intervento di Paolo Bazzeghini, presidente della Bormiese – e dopo tre anni siamo ancora qui e di questo sono molto contento. Ringrazio il Toro, il presidente Cairo e Ventura che hanno voluto il ritiro qui, grazie anche a chi lo ha permesso, a partire da tutta la Bormiese, vera macchina organizzativa, in particolare un grazie va al direttore sportivo Stefano Faifer che ha tenuto i rapporti con i granata nel corso degli anni organizzando tutto nel migliore dei modi. Sono interista, sì, ma è vero che da quando ho a che fare col Toro mi interesso dei risultati della squadra durante l’anno. In fondo siamo accomunati dall’avversaione verso quella squadra là, che non cito”. 

Tocca poi ad Alberto Barile, in rappresentanza della società granata: “Il primo anno siamo arrivati qui senza conoscere bene le strutture trovandoci da subito benissimo. Abbiamo imparato a conoscere bene questa località così come quelle limitrofe. Un’ospitalità davvero importante quella di Bormio, non solo per noi ma anche per i tifosi. Non penso in dieci anni, da quando sono parte del Torino Fc, di aver mai trovato tanta cortesia e tanta professionalità, cortesia che in alcuni casi si è trasformata anche in amicizia, senza per questo perdere di professionalità”.

 

 

Condividi