Grinta Acquah: tra corsa e tattica, prima giornata molto intensa

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nostri inviati a Bormio

Ivana Crocifisso / Valentino Della Casa

 

Che faticaccia”. In quella battuta pronunciata ad un tifoso con il sorriso sulle labbra c’è tutta la prima giornata granata di Afriyie Acquah. Tanta corsa, scatti e ripetute; ma anche, e soprattutto, le prime nozioni di tattica granata. Un compito, quello di imparare la dottrina di Giampiero Ventura che necessita di concentrazione e non soltanto di muscoli. Un motivo in più per cui la prima giornata del centrocampista ex doriano è stata faticata e faticosa. Ma soltanto così si può recuperare il tempo perso e rendersi utile a stretto giro di posta al Toro. Che conta in un ulteriore salto di qualità di un giocatore che, ad appena 23 anni, ha già un curriculum di grande spessore: l’esplosione nel Palermo ai tempi di Delio Rossi bravo nell’individuarlo fra i ragazzi della Primavera rosanero, il passaggio in Bundesliga dove però non ha trovato il feeling giusto con l’Hoffenheim, quindi il ritorno in Italia, al Parma.

 

Il resto è attualità: lo scorso inverno viene marcato stretto dal Toro ma finisce alla Samp prima di ritrovarsi a casa sua con il granata addosso. Ma è con la Nazionale del Ghana che il neo-granata ha dato finora il meglio di sé: una partecipazione ai Mondiali brasiliani, un secondo posto alla Coppa d’Africa dello scorso febbraio, con tanto di medaglia di miglior giocatore della finale, pur persa ai rigori contro la Costa d’Avorio. Adesso si tratta di lavorare per la prossima piroetta: a prenderlo sottobraccio, oltre al tecnico che non lo perde mai di vista, è stato Obi. Nigeriano l’ex interista, ghanese Acquah, i due si intendono sul campo e fuori. Parlano la lingua della tecnica e dei muscoli da mettere a disposizione del Toro.

 

Tanto che quando si tratta di riprendere fiato, a fine allenamento, entrambi preferiscono le fredde acque del novello Adda che scorre a due passi dal campo di allenamento alla mini-piscina allestita a bordocampo per la sessione di crioterapia. In patria, d’altra parte, c’è già chi lo paragona ad Essien; a patto, però, di cambiare marcia e schiacciare sull’acceleratore. Con il granata addosso.

 

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