Rennes, dagli anni bui alla rinascita. I francesi ora sono un modello

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Oltre cento anni di storia, un passato glorioso, poi burrascoso, poi una nuova rinascita e il rilancio, con tanti giovani messi in vetrina (i più recenti: M’VilaBrahimi) e una finale (nel 2009) di Coppa di Francia persa con molto rammarico. Sembra effettivamente l’avversario migliore per il Torino, in questo calcio d’agosto che sa già regalare emozioni, il Rennes del presidente Ruello. I rossoneri di Bretagna, la cui nascita è da far risalire al 1901, hanno conosciuto una storia di alti e bassi, proprio come il Toro. Ma proprio come il Toro, di recente (anche se con qualche anno di anticipo rispetto ai granata) sono tornati a dire la loro nel panorama nazionale e, in parte, anche in quello europeo.

 

In effetti, la squadra di Montanier (che nel 2013 ha rifiutato il rinnovo col Real Sociedad per sposare il progetto dei transalpini) ha tutte le qualità per giocarsi l’accesso a una competizione europea per il prossimo campionato. Se il Paris Saint Germain domina incontrastatamente, è anche vero che la Ligue 1 sa regalare molte sorprese e molto spettacolo, spesso con giocatori che possono dire la loro anche in altri campionati. Come appare il caso del Rennes e di alcuni elementi ancora in rosa che, in Italia, hanno trovato molti estimatori.

 

La stella è il classe ’93 Paul-Georges Ntep, che venne seguito dal Torino nell’estate 2012 (quando la squadra di Ventura era appena salita di categoria) e che l’anno scorso fu vicinissimo al passaggio al Genoa: l’esterno mancino sa abbinare velocità a tanta qualità e un buon senso del gol, con 9 reti segnate e 7 assist confezionati in 35 gare. Un gocatore da tenere d’occhio, per Glik e compagni, che potranno così valutare se i meccanismi difensivi della squadra sono veramnete oliati e se, soprattutto, la condizione atletica è già discreta, dopo settimane di duro lavoro.

 

E oltre ai talenti (come Ntep, c’è anche Prcic, centrocampista bosniaco naturalizzato francese, recentemente accostato proprio al Toro) ci sono anche le bandiere: è il caso di capitan Danzé, in rosa dal 2006 e capace di collezionare con la maglia rossonera, l’unica indossata da quando è professionista, ben 189 presenze. Il terzino destro è un pilastro della squadra e un uomo spogiatoio di indiscutibile autorevolezza, che sa aiutare i nuovi a inserirsi in gruppo. Nuovi come per esempio quel Pedro Mendes, difensore centrale ex Parma, che si è trasferito a parametro zero in Francia dopo un corteggiamento di inizio estate di diversi club italiani tra cui anche il Toro.

 

Una rosa completa in ogni reparto, perfetta per giocare nel 4-3-3, modulo tipo (sono infatti presenti molti giocatori di fascia), la cui punta di diamante resta Toivonen, acquistato a più di sei milioni dal PSV Eindovhen nell’estate 2014. Lo svedese è il terminale offensivo della squadra, e ha tutta l’esperienza per poter mettere in difficoltà la retroguardia venturiana.

 

Calcio d’agosto, sì, ma test sicuramente di livello per il Toro. Un modo per misurarsi davvero, capire le proprie lacune e i propri punti di forza, nel tentativo di evitare tristi capitomboli come quelli della Sampdoria, che rischiano di gettare troppe ombre su un campionato che deve ancora iniziare. Un Rennes ambizioso, per un Toro ambizioso. Una sfida tra due club con un piacevole retrogusto europeo.

 

 

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