L’ascesa di Oddo, dal miracolo dei playoff alla conferma

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È stato ribattezzato “l’uomo dei miracoli” Massimo Oddo. E in effetti, un vero miracolo l’ha compiuto, lo scorso anno. Non è mai facile passare dalla Primavera alla prima squadra: cambia tutto. Farlo a campionato in corso, è ancora più difficile. Farlo a una giornata dal termine, quando ti giochi l’ingresso ai play off (il Pescara di Baroni era ottavo) è quasi una mission impossible. Arrivare addirittura in finale, e mettere sotto scacco il Bologna, grande ma deludente favorita (salvata solo dai legni), è appunto un miracolo.

 

Il Pescara riparte da Oddo, Oddo riparte da Pescara, una società che gli ha dato prima la fiducia nella categoria giovanile per eccellenza (e al Viareggio è stata una delle migliori squadre in assoluto), ora in prima squadra, prolungandogli il contratto fino al 2017. È l’unico allenatore il cui padre, in Italia, ha allenato lo stesso club professionistico (si parla di Francesco Oddo, in Abruzzo dal ’94 al ’96) e ha dimostrato di avere una duttilità tattica che potrà permettere al Pescara di essere particolarmente camaleontico nel corso del campionato.

 

Insomma, una possibilità enorme, per un altro giovane allenatore che non vuole bruciarsi, come accaduto a coetanei colleghi, che pur di tentare il salto di categoria hanno polverizzato quanto imparato in pochi anni di carriera (Inzaghi docet). Ritroverà Oddo il Torino, che da giocatore ha affrontato per la prima volta nel lontano 2001, quando era un giovane terzino in forza all’Hellas Verona, che uscì sconfitto dal “Delle Alpi” con un sonoro 5-1. Poi, qualche gara con la maglia della Lazio e del Milan. Poche, in verità, dal momento che il Toro viveva anni complicatissimi, fatti di lunghi anni di Purgatorio in cadetteria. Una buona occasione, per Oddo, per metteri in mostra di fronte a uno dei tecnici più in voga del momento, come Ventura.

 

Pescara e Oddo ripartono con ambizioni da Serie A, e con la curiosità del pubblico che vuole capire se il miracolo dello scorso anno è stato fortunoso, o se, davvero, il nuovo allenatore non sarà soltanto un’altra meteora del calcio italiano.

 

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