Serie A, cambiano le regole ma il made in Italy ci perde lo stesso

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Nella giornata di ieri le squadre di serie A hanno diramato in via ufficiale le liste delle proprie rose, in accordo con le nuove regole: un massimo di 25 giocatori oltre i 21 anni di cui otto provenienti dai vivai italiani, illimitato invece il numero degli under21 che potranno essere liberamente aggiunti.

 

Unica squadra a raggiungere il tetto massimo di 25 è il Carpi. Opposto  invece il caso si del Bologna, che con 20 iscritti presenta la lista più ridotta. In deficit però anche le big di categoria: Inter, Juve e Napoli hanno segnato 24 nomi di ultra ventunenni, senza problemi nella conta dei derivati da vivaio, come il Milan con i suoi 23. Non raggiunge invece il numero degli 8 canterani la Roma (di cui ne ha a disposizione solo cinque), a causa delle cessioni di Destro, Romagnoli e Bertolacci, perciò da norma obbligata ad una lista ridotta di 22 al pari della Fiorentina: due squadre a cui, tenendo conto della necessità di ricambi  conseguente agli impegni nei trofei continentali, non è convenuto puntare su esperienza di origine estera, di cui diventa esemplare il dato di soli 4 italiani presenti nelle due rose. E’ però l’Udinese a battere il record annuale del minor numero di passaporti italiani: appena 3.

 

Positivo invece il computo di originari dell’Italia in altre squadre della serie: il Sassuolo ne conta ben 20, seguito da Frosinone, Chievo, Bologna, Empoli, Atalanta, Carpi e Toro a 12. 11 giocatori italiani per il Milan che è la prima tra le big: Juventus 8, Lazio 6, Napoli 5 e Inter 4

 

Saranno anche cambiate le regole, ma le tendenza di alcuni club di ospitare più calciatori esteri non è venuta certo meno con la nuova normativa.

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