Il Toro c’è, anche in piena emergenza

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Il mercato ha consegnato a Ventura una squadra capace di poter contare su due uomini per ruolo (addirittura tre in qualche caso), la sfortuna ha però ridisegnato la rosa granata costringendo il tecnico ad adattarsi e ad adattare i propri giocatori alla situazione. Contro il Verona, complice anche il ko di Avelar dopo solo un quarto d’ora, il Toro si è trovato ad affrontare la gara con una squadra molto diversa rispetto a quella che aveva battuto la Fiorentina o a quella di Frosinone. Dalla partita del Bentegodi nasce la consapevolezza che anche in grossa emergenza questo Torino può essere competitivo. Perché ha dei giocatori che si prestano alle emergenze con spirito di sacrificio (vedi Molinaro che ieri ha cominciato da centrale difensivo) ma possiede anche quelli in grado di cambiare la partita da un momento all’altro. Sa soffrire e dopo la batosta trova il tempo e le energie necessarie per reagire. Peres, Jansson, Glik, Bovo e Molinaro: di questi solo due – il brasiliano e il capitano – possono considerarsi dei titolari mentre in mezzo al campo (presenti dal primo minuto contro i viola) Baselli continua a fare differenza (quarto gol in quattro gare ufficiali quello siglato ieri).

 

Rispetto alla partita con la Fiorentina Ventura ha cambiato (per scelta, vedi Belotti, o per necessità) quattro giocatori su undici. Nonostante questo i granata hanno conquistato un punto, più forti di infortuni e sviste arbitrali, a testimonianza del fatto che possono cambiare gli interpreti ma c’è di base una idea che rende alcuni cambiamenti ininfluenti. Come se ci fosse un copione già scritto e come se, nonostante i vari interpreti, si portasse in scena lo stesso spettacolo. Certamente Obi ha dimostrato di aver bisogno di tempo e Belotti di dover entrare ancora nei meccanismi, ma è sotto gli occhi di tutti il fatto che questa squadra può essere in grado di fare il salto di qualità richiesto. A patto di non perdere di vista l’obiettivo e di tenere bene a mente che senza la giusta dose di umiltà il pericolo di fare un passo falso è dietro l’angolo.

 

 

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