Belotti rompe il ghiaccio. Ma l’esordio non è dei migliori

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Mi dispiace che il suo esordio sia coinciso con questa partita, ma avrà sicuramente l’occasione per mettersi in mostra in futuro“. Giampiero Ventura ha fotografato perfettamente quella che è stata, ieri, la prima in granata di Andrea Belotti. Una partita difficile, per l’attaccante, in una gara difficile, per tutto il gruppo. Il numero 9, maglia che pesa, ha provato a dialogare con Quagliarella e con i compagni, ma raramente è riuscito a essere davvero incisivo.

 

Anzi, le cose migliori le ha fatte vedere quando è partito in solitaria. Buona una sua discesa intorno al quarto d’ora del primo tempo, dove è riuscito ad andare via agli avversari a centrocampo salvo poi, appunto, sbagliare il passaggio verso il compagno di reparto. E bravo è stato, poco più avanti, a guadagnarsi una punizione sulla trequarti che ha permesso alla squadra di uscire, temporaneamente, dalle secche nelle quali era finita. Ma poi, poco altro, con nessun tiro in porta, due falli fatti, due subiti, due palle recuperate e tre perse.

 

Davvero poco, per l’attaccante, che conferma, però, delle ottime doti in fase di velocità. Le statistiche della partita (dati European Broadcast Development), raccontano infatti dell’ex Palermo come il terzo giocatore più rapido in fase di sprint (29,57 km/h) della squadra, dietro a Molinaro (31,87 km/h) e Acquah (29,82), questi ultimi però davvero determinanti nella sfida di ieri. Non proprio l’esordio che l’attaccante si aspettava, insomma, ma un buon modo per rompere il ghiaccio e continuare a migliorare l’intesa con tutti i compagni. In attesa dei gol, che con quella maglia e quel numero, così pesante, non vede l’ora di segnare.

 

 

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