È un Toro super: che fatica restare con i piedi per terra

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In fondo lo abbiamo capito dopo quarantacinque secondi che non sarebbe stata una domenica qualunque. Quarantacinque minuti più tardi, invece, quella intuizione è diventata certezza. Nel frattempo il pubblico che ieri era sugli spalti si era già alzato in piedi in più occasioni, spellandosi le mani a furia di applausi. Quasi tutti per Peres, mica solo per Quagliarella: perché se l’attaccante ha fatto esultare e gioire due volte nel giro di sette minuti, le sgroppate del brasiliano hanno mandato in estasi uno stadio intero, tanto da creare un costante sottofondo.

 

L’Olimpico di Torino si conferma trappola mortale per la Sampdoria, almeno in questo 2015: non fosse bastata la “manita” dello scorso campionato, ci ha pensato prima l’Europa League e poi di nuovo il Toro ad assestare il colpo del ko.
E il Torino? I granata di Ventura hanno finalmente corretto quei piccoli difetti che oggi rendono il secondo posto, alle spalle dell’Inter, ancora più gustoso. Nessun black-out nel primo tempo, come accaduto nelle precedenti uscite, una squadra che finalmente riesce ad andare in gol anche nei primi 45′ e che, soprattutto, chiude senza subire reti.
È un Toro che non dà mai l’impressione di poter soccombere o soffrire: gioca, diverte, segna, rischia pochissimo, annichilisce una Sampdoria che non riesce a prendere le misure a Peres e a Molinaro. Il brasiliano è straripante, indiavolato, ma è l’intera squadra che gioca con una sicurezza disarmante. Ed è in casi come questi che spiccano le individualità pur nell’armonia di tutto il complesso: ognuno dei granata sceso in campo ieri meriterebbe di essere menzionato.

 

La sconfitta del Chievo e il pareggio tra Roma e Sassuolo hanno permesso al Torino di addormentarsi da seconda in classifica, alle spalle della capolista Inter. E il risveglio sarà altrettanto dolce: indicata dai media come la sorpresa di questo avvio di campionato, la squadra granata rivendica la certezza di essere tornata una bella realtà del calcio italiano già da tempo. Ora raccoglie i frutti di un lavoro cominciato da lungo tempo, si gode la classifica, “senza voli pindarici”, come sottolineato dal presidente Cairo. Ma che fatica restare con i piedi per terra.

 

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