Toro, fase offensiva alla perfezione: 12 occasioni da gol

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Ha detto bene Fabio Quagliarella, nel post partita di Torino-Sampdoria: “Quest’anno è stato risolto il problema dello scorso, riusciamo ad arrivare in area con più facilità. E, di conseguenza, a segnare“. Parole sacrosante, che anche i numeri della sfida di ieri contro i blucerchiati confermano in pieno. Il Torino dalla gara contro la squadra di Zenga può trarre indicazioni importanti, e molto positive, per quanto riguarda il prosieguo del campionato. In primis, la frequenza con cui la squadra si è fatta trovare dalle parti di Viviano.

 

Contro una squadra piuttosto solida, che, tra l’altro, giocava abbondantemente coperta in difesa, i granata sono riusciti a tirare in porta ben 9 volte (contro le 6 dei doriani, di cui una davvero nitida a inizio secondo tempo), arrivando a creare la bellezza di 12 occasioni da gol, a differenza della 7 blucerchiate. Un ottimo score, quello dell’attacco granata – dove però in gol è andato, sino a oggi, il solo Quagliarella –, che rispetto allo scorso anno osa molto di più anche da fuori area, con 7 tiri in attivo.

 

La padronanza del campo è sembrata evidente, e la conferma arriva anche dalle statistiche (European broadcast development), che parla di un possesso palla a favore dei granata del 52% e di ben 21 palle recuperate a fronte delle 23 perse (solo 7 e, invece, 26 per i liguri). Ed è proprio la capacità di interrompere sul nascere l’azione della Sampdoria che ha permesso al Toro, per la prima volta in stagione (Coppa Italia compresa) di non subire alcuna rete. La porta di Padelli è infatti rimasta blindata, contro un avversario che soprattutto in attacco trova i suoi giocatori più rappresentativi. Tra i singoli: bene in attacco Peres (3 tiri e 9 cross), così come l’omologo dell’altra fascia, Molinaro, che in difesa si è distinto più di tutti gli altri, con ben 6 palle recuperate sulle 21, già citate, totali del Toro.

 

Infine, una piccola menzione per Baselli: il centrocampista ieri si è notato poco, ma resta il giocatore che ha corso più di tutti arrivando a coprire una distanza di oltre 11 km totali (dopo di lui, Vives). Non un dato da poco, per un centrocampista che sta imparando non solo a giocare, e bene, in avanti, ma anche a dare una mano ai compagni di reparto in fase difensiva, come dimostrano i 3 palloni recuperati che hanno evitato pericolose azioni dei blucerchiati.

 

 

 

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