Ventura: “Non conta la classifica ma aver giocato da Toro”

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È un Ventura soddisfatto quello che interviene in sala stampa dopo la vittoria contro il Palermo: “La vittoria di oggi è meritata perchè abbiamo giocato da squadra e con tanta anima e questo mi fa piacere. Siamo secondi in classifica, ma soprattutto la cosa importante è che stiamo giocando da Toro. Vogliamo costruire il Toro un mattone alla volta con lavoro e professionalità“.

 

E sul futuro dei granata: “Dobbiamo compattarci e crescere sempre di più per arrivare anno dopo anno a traguardi prestigiosi. Con tutti questi infortuni la buona sorte non ci sta accompagnando, ma con questo spirito nulla ci è precluso, pur rimanendo nella nostra dimensione. Oggi in 9 contro 11 non abbiamo concesso tiri in posta all’avversario, nel primo tempo invece siamo arrivati diverse volte davanti a Sorrentino con la nostra punta e con il passare del tempo siamo riusciti a prendere confidenza con un avversario che ha giocato molto chiuso“.

 

Poi torna ad analizzare la partita: “Eravamo sul 2-0 senza rischiare nulla a parte una punizione inesistente e un giallo inesistente a Molinaro. Abbiamo concesso un unico tiro quando ravamo in 10. Poi c’è stato fallo di Obi giudicato grave ma c’erano anche altri falli gravi. Non avevamo un esterno sinistro né mezzo sinistro. La risposta della squadra c’è stata, abbiamo concesso un colpo di testa e basta. È stata una vittoria di squadra voluta a tutti i costi: fanno capire cosa vuol dire avere un’anima“.

 

E sulla classifica: “Oggi siamo secondi con +8 sulla Juve ma questo non c’entra nulla. È segno che abbbiamo fatto qualcosa di importante. I tifosi hanno detto che speravano in una reazione dopo la delusione di mercoledì. Se uno pensa di non perdere mai vuol dire che è presuntuoso. I giocatori devono pensare di essere protagonisti, ma il nostro obiettivo è mettere un mattone dopo l’altro. Cresciamo insieme, diventiamo protagonisti insieme in un posto dove il Toro merita di essere. Vives venne fischiato, oggi è stato un esempio da Toro, un ragazzo di 35 anni che dice: io sono del Toro e uno del Toro si comporta così. Cresciamo tutti insieme“.

 

Poi, ovviamente, la testa va all’infortunio di Baselli: “Baselli? Sono Preoccupato perché non c’è più una stampella. La situazione non è facile, la buona sorte non ci accompagna. Abbiamo fatto una squadra e cercheremo di rispondere anche se siamo monchi in qualche zona del campo. Partite come queste cementano il gruppo e metabolizzano alcuni concetti seminati giorno dopo giorno. Le emozioni di sentirsi protagonisti 9 contro 11: fanno diventare sempre più squadra. Avelar non recupera, Gazzi è difficile ma lui può giocare anche con una gamba sola. Nel primo tempo potevamo sfondare e non l’abbiamo fatto. Non è una coincidenza, però, battere Fiorentina o Sampdoria; è segno che c’è una crescita rispetto all’anno scorso“.

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