Il Toro aspetta ancora i veri Zappacosta e Belotti

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Stanno facendo fatica a essere determinanti per il Toro, Davide Zappacosta e Andrea Belotti. E sicuramente le grandi aspettative nei loro confronti non aiutano di certo. 13, infatti, dei 18 milioni di euro guadagnati dalla cessione di Matteo Darmian al Manchester United sono stati reinvestiti per prelavare da Atalanta e Palermo due dei migliori prospetti del panorama italiano. Giocatori dal futuro roseo, secondo le valutazioni di Petrachi, Ventura e di molti addetti ai lavori, che però necessitano di tempo per poter davvero emergere.

 

È quanto, bene o male, sta accadendo ora a Torino: il terzino, che per le prime partite non è mai stato impiegato in favore di Peres, contro il Carpi è stato tra i giocatori più deludenti; l’attaccante, invece, è ancora a secco e ha avuto, anche quando impiegato, poche occasioni concrete per andare a rete. Due giocatori che, insomma, hanno bisogno di trovare il loro equilibrio per poter sfondare con la maglia granata e dimostrare che il doppio oneroso acquisto non è stato sprecato.

 

Ma proprio i soldi investiti hanno portato, e a ragion veduta, forse a un eccesso di aspettative da parte dell’ambiente granata, convinto che da subito i due sarebbero stati in grado di far la differenza e di sostituire giocatori più esperti, già al Toro da diversi mesi (Peres, appunto, ma anche Maxi Lopez). E se l’ex Atalanta ha bisogno di osare di più (anche al “Braglia”, come con il Palermo l’atteggiamento è sembrato troppo timidi), la cura per l’ex Palermo è, e resta, irrimediabilmente quella del gol. Immobile, al quale Belotti è stato sovente paragonato, si era sbloccato in campionato proprio alla sesta giornata, in casa della Sampdoria, per poi andare in rete anche nel turno successivo, contro l’Inter. Belotti, arrivato al Toro più tardi rispetto all’ex numero 9, ha il tempo e la fiducia di Ventura dalla sua parte. Ma lui, come Zappacosta, dovrà rimboccarsi le maniche per invertire la tendenza e dimostrare, finalmente, di essere da Toro. Un obiettivo tutt’altro che impossibile, viste le qualità che hanno dimostrato di avere. La loro vera crescita passa innanzitutto da qui.

 

 

 

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