Toro-Milan: il ritorno di Cerci all’Olimpico, tra rabbia e malinconia

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Sabato sera, Alessio Cerci tornerà a calcare il prato dell’Olimpico a meno di un anno da Torino-Milan 1-1 del 10 gennaio 2015. In quell’occasione l’esterno era rimasto in panchina per tutti i novanta minuti con la malinconia disegnata sul volto.

 

Cerci ha infatti vissuto al Toro le due stagioni più importanti della sua carriera, riuscendo, giorno dopo giorno, a suon di dribbling, gol e grandi giocate, a conquistare un posto nel cuore dei tifosi granata. Dopo le esperienze con molti bassi e pochi alti a Roma, Brescia, Pisa, Atalanta e Fiorentina, nel 2012 il Toro decise di puntare su di lui con uno sforzo economico non indifferente. Venturà riuscì a motivarlo e a dargli le giuste responsabilità e Cerci rispose con un crescendo di prestazione che gli permisero di guadagnare la Nazionale e l’interesse di molti Club Europei. Dal 2012 al 2014 collezionò la bellezza di 73 presenze e 21 reti, ma soprattutto divenne perno insostituibile del Toro, trovando una continuità mai avuta in carriera.
Indimenticabile il gol all’ultimo secondo contro il Genoa in una rimonta che rimarrà nella storia recente del Toro. Indimenticabile anche per Cerci, tanto che il giocatore decise di tatuarsi sul cuore la data e il minuto di quella rete memorabile. 

 

Nell’estate del 2014, però, arriva la separazione dai colori granata: Cerci vuole misurarsi con la Champions League e viene ceduto all’Atletico Madrid allo scadere del mercato. In Spagna, Simeone non permette cali di intensità e la poca determinazione dell’italiano è punita con la panchina. Gli spazi per lui sono talmente pochi che le strade si dividono immediatamente, con il passaggio al Milan. In rossonero non ha ancora fatto vedere i numeri mostrati a Torino e in un anno e mezzo ha collezionato solo 22 presenze ed appena una rete. Troppo poco rispetto ai presupposti, troppo poco per un giocatore così talentuoso.

 

Mihajlovic sembra ora voler provare a dare a Cerci qualche chance in più e chissà che non lo faccia già a partire dalla gara contro il Torino. Il tecnico serbo, viste le difficoltà palesate nelle ultime giornate, potrebbe infatti passare dal 4-3-1-2 al 4-4-2 o addirittura al 4-3-3, moduli adatti alle caratteristiche da esterno puro dell’ex granata. L’accoglienza per lui non sarà delle migliori: molti tifosi granata non gli hanno mai perdonato la scarsa riconoscenza, almeno a parole, verso la squadra che l’ha reso protagonista, dopo tanti anni di anonimato.

 

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