Ventura e Mihajlovic, tra sogni di gloria e incubi di batoste

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Non è una sfida particolarmente ricca di precedenti, quella tra Ventura e Mihajlovic, che si troveranno nuovamente di fronte sabato sera. Il serbo torna a Torino sulla panchina di un’altra squadra, dalla Sampdoria dell’anno scorso a quella del Milan di questa stagione, mentre il tecnico ligure si conferma per il quinto anno consecutivo alla guida dei granata. Ci sono, però, due sfide che ai due allenatori saranno rimaste particolarmente impresse, per come sono andate e per gioie e dolori che hanno regalato. Una batosta rifilata da Mihajlovic a Ventura, una batosta rifilata da Ventura a Mihajlovic: la prima risale a cinque anni fa, la seconda a pochi mesi fa, a febbraio 2015.

 

Torniamo alla stagione 2009/2010, quella del Bari dei miracoli di mister Ventura, che sarebbe entrato nella storia del club pugliese per aver conquistato 50 punti, record assoluto per i Galletti. Il 27 febbraio 2010 si gioca una sfida particolarmente calda, Catania-Bari: non è un derby, ma poco ci manca, perché entrambe le tifoserie vogliono vincere. Va in scena il capolavoro di Mihajlovic, che annienta il collega Ventura sotto tutti i punti di vista: finirà 4-0 per i rossoblù, un risultato pesantissimo per l’attuale tecnico del Toro. Riuscirà, poi, a portare il Bari al decimo posto, ma quella è una sconfitta che rimane.

 

Nella passata stagione, invece, si sono invertiti i ruoli: è Ventura a fare la parte del leone, mentre a Mihajlovic rimangono soltanto le bricioli. Torino-Sampdoria si gioca in un soleggiato pomeriggio di febbraio, e i granata sono galvanizzati dal doppio successo esterno ottenuto sui campi di Cesena e Milano, sponda Inter. Il Toro parte subito fortissimo, e la doppietta di Quagliarella nel primo tempo mette una serie ipoteca sui tre punti. L’attaccante farà poi il terzo gol, Amauri firmerà il poker, Obiang segnerà la rete della bandiera e Bruno Peres, con un tiro da calcio a 5, manderà in estasi la Maratona. Il risultato finale di 5-1 fa capire che, questa volta, è stato il serbo a “non capirci nulla”.

 

Sabato sera sarà un nuovo capitolo della sfida tra i due allenatori. Da una parte, un tecnico navigato ed esperto, che al Toro e con il Toro ha trovato la sua dimensione ideale, così come il club è tornato ad abitare i quartieri alti della serie A; dall’altra, un “sergente di ferro” che al Milan è già finito sulla graticola, come spesso accade nei rossoneri in queste ultime stagioni. Mentalmente stanno meglio i granata, nonostante la sconfitta di Carpi, fisicamente invece i rossoneri, praticamente al completo. Conteranno i dettagli e le sottigliezze, che soltanto Ventura e Mihajilovic e Ventura dovranno curare.  

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