Primavera, all’Olimpico per scrivere la storia

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Lo ha detto Moreno Longo, ieri in conferenza stampa: “Lo stadio Olimpico ci darà una grande mano, ma almeno all’inizio qualche errore per l’emozione di giocare davanti a un pubblico del genere ci potrà stare”. E’ previsto un buonissimo afflusso per trascinare la Primavera granata in questo appuntamento storico di Youth League. Alle 18.30 si ripartirà dallo 0-0 maturato in Slovacchia, contro un Senica che, se da una parte ha messo in difficoltà i granata, dall’altra ha fatto vedere di essere alla portata dei ragazzi di Longo.

 

Il tecnico dovrà rinunciare all’attaccante Gjuci, da poco operato al menisco e quindi indisponibile, e al bomber Debeljuh, che non può disputare la Youth League. Davanti, quindi, spazio a Martino, uno dei più temuti dalla formazione del Senica, e a uno tra Candellone e Bortoluz, con il secondo nettamente favorito. L’altro dubbio, come ammesso dal tecnico, è sulla fascia: se a sinistra è sicuro di partire Zenuni, dalla parte opposta il duello è tra Edera e Berardi, ma il giocatore classe ’97, che ha regalato lo Scudetto al Toro con il rigore decisivo contro la Lazio, sembra al momento in vantaggio. In difesa, davanti a Zaccagno, solita difesa a quattro: a destra Carissoni, a sinistra Procopio, in mezzo la coppia composta da capitan Mantovani e da Auriletto. A centrocampo, invece, Osei è sicuro di partire dal primo minuto, al suo fianco uno tra Segre e Tindo. Nessun cambio di modulo, quindi, con il tecnico Longo che confermerà l’ormai collaudato 4-2-4.

 

Massima attenzione in difesa, massima freddezza sotto porta per non sprecare le occasioni che verranno create: è questo l’obiettivo della Primavera, che vuole a tutti i costi regalarsi il passaggio del turno e la possibilità di sfidare la vincente tra Middlesbrough e Stade de Reims (con i francesi che, in Inghilterra, andranno a difendere il 5-3 maturato in casa). L’Olimpico è pronto a spingere i ragazzi di Longo, i ragazzi di Longo vogliono scrivere una pagina di storia: le premesse per far bene ci sono. Ora la parola passa al campo. 

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