Prevedibili e sbadati

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Il borsino granata è un po’ come la Borsa, i titoli sono rappresentati dai calciatori le cui quotazioni salgono e scendono di partita in partita in base al rendimento, allo stato di forma, alle eventuali squalifiche che ne pregiudicano l’impiego nel turno successivo. A differenza delle pagelle, quindi, il borsino non guarda esclusivamente alla prestazione di giornata ma valuta complessivamente il periodo dei calciatori impiegati utilizzando come parametro la partita disputata ma nel contesto di un arco temporale più ampio.

 

Dopo una partenza sprint, il Toro sta vivendo il primo periodo di crisi stagionale che sta portando la squadra ad un’involuzione non solo di risultati ma anche di gioco con conseguente smarrimento di certezze e prospettive.  

 

La sfida contro la Lazio rappresentava una sorta di sfida – verità e doveva dire se questo Torino è all’altezza dei capitolini quanto a personalità ed obiettivi. In questo senso l’avvio del match è stato abbastanza incoraggiante, i ragazzi di Ventura hanno tenuto testa agli avversari ed hanno esercitato anche una leggera supremazia territoriale riuscendo talvolta a creare superiorità eludendo il pressing alto degli attaccanti avversari e liberando le mezzali e i terzini. Il problema però è che ultimamente non si riesce a sfruttare le possibilità create per errori di misura o concettuali nell’ultima giocata e quindi, pur dimostrandosi non inferiori ai biancocelesti si è stati puniti, anche oltremodo, dal maggiore cinismo di Klose e compagni.  

 

Così come in altre partite deludenti si è diventati prevedibili e ciò è stato amplificato dalla scarsa vena di Quagliarella e dalle condizioni non ottimali di Bruno Peres e Molinaro sulle fasce, i centrocampisti hanno faticato a trovare il tempo per gli inserimenti dopo che Onazi e Biglia hanno trovato le contromisure e la difesa in giornata certamente non di grazia ha fatto il resto incassando i primi due gol su azioni leggibili. 

 

Il contraccolpo della sconfitta contro il Carpi, gara che poteva costituire una svolta in un senso o nell’altro, inevitabilmente si sta facendo sentire, la classifica da scintillante sta diventando sempre più sbiadita e il mal di trasferta si sta acuendo tanto che prestazioni e risultati lontano dall’Olimpico torinese sono gradualmente peggiorati. E pensando alla prossima partita fuori casa non c’è certo da stare allegri… 

 

 

CHI SALE: 

B. PERES         finalmente rientra dopo l’infortunio e la sua presenza si fa sentire in termini di imprevedibilità, almeno nei primi 45’. E’ l’unico ad impegnare Marchetti, poi cala come prevedibile nella ripresa. 

BELOTTI         un piccolo passo in avanti. Oltre alla consueta voglia e grinta, forse anche per demerito dei suoi compagni, è l’unico del reparto avanzato a rendersi pericoloso ed in teoria avrebbe anche conquistato anche un rigore, magari con un pizzico di malizia in più glielo avrebbero anche accordato. 

 

STABILI: 

 

M. LOPEZ       contribuisce a cambiare qualcosa nei minuti finali ma non incide e non impensierisce Marchetti. Le caratteristiche dimostrate col pallone tra i piedi nello scorso campionato permangono ma la vena realizzativa è invece ancora un lontano ricordo. 


BENASSI
        il suo ingresso non porta grandi benefici, fatica ad inserirsi e lo si nota più in fase di interdizione a metà campo e per la solita ammonizione evitabile. 


MOLINARO
          inizia con la solita verve e la solita generosità che talvolta lo portano a rischiare di farsi male. Non bene in fase offensiva con cross e suggerimenti sbagliati, molto meglio nel difendere anche con opportune diagonali. 


CHI SCENDE:
 


BASELLI
        anche il talentuoso centrocampista inizia col piglio giusto facendo vedere belle cose in tandem con Molinaro. Talvolta appare lezioso ma le giocate non sono fini a se stesse, col passare dei minuti però non trovando nessuna collaborazione anche la sua stella si offusca. 


BOVO
        tra i tre centrali è il meno peggio. A parte il fatto che si incarica spesso di far iniziare l’azione granata impostando e lanciando, salva in anticipo su Klose in area e intuisce bene le trame laziali. Capitola anche lui nel finale. 


MORETTI
          commette delle leggerezze non da lui, in alcune circostanze non sembra nemmeno lui tanto è ingenuo contrariamente al solito. Anche se non direttamente responsabile sui gol, sbaglia alcuni disimpegni e si fa valere solo nel gioco aereo. 


VIVES
        giustificato in parte dalla lombalgia, non è all’altezza della situazione. Non riesce ad arginare F. Anderson, è impreciso nei lanci e oltre ad avere qualche responsabilità sul gol del raddoppio, per poco non causa anzitempo il terzo patatrac con un retropassaggio suicida. 


QUAGLIARELLA
        gli riescono davvero poche cose e disputa 90’ senza guizzi. Non soltanto è a digiuno da cinque partite (e i risultati della squadra ne risentono) ma non riesce nemmeno a rendersi utile nel lavoro di sponda per i compagni. Forse gli farebbe bene rifiatare. 


ACQUAH
         ancora una prestazione opaca per il ghanese che, dopo un inizio di partita volitivo ed un buon assist per B. Peres, non collabora molto coi compagni limitandosi all’interdizione a metà campo. Ancora impreciso nei cross e col freno a mano tirato. 


PADELLI
           festeggia nel peggiore dei modi il trentesimo compleanno, non riesce ad opporsi a nessuno dei tre gol sui quali lascia l’impressione di poter fare di più almeno sui primi due: sul primo si siede troppo presto anziché uscire a contrastare Lulic con maggiore coraggio, sul secondo resta un po’ a metà strada. 


GLIK
        il capitano è l’emblema della disfatta della squadra e della retroguardia in particolare. Tiene Klose in gioco sul primo gol riuscendo anche a farsi anticipare di testa (la sua specialità), anche sul secondo gol viene tagliato fuori dal tocco del tedesco, autentico incubo per il polacco. 


I NUOVI:
 

PRCIC       Ventura concede una ventina di minuti al bosniaco in una situazione già compromessa un po’ per le condizioni precarie di Vives, un po’ per saggiarne la personalità. L’ex Rennes si fa vedere in mezzo dettando i passaggi ed effettua un bel lancio verticale per Quagliarella. Incoraggiante. 

 

 

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