Così non va, ora il derby per rifarsi

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Il borsino granata è un po’ come la Borsa, i titoli sono rappresentati dai calciatori le cui quotazioni salgono e scendono di partita in partita in base al rendimento, allo stato di forma, alle eventuali squalifiche che ne pregiudicano l’impiego nel turno successivo. A differenza delle pagelle, quindi, il borsino non guarda esclusivamente alla prestazione di giornata ma valuta complessivamente il periodo dei calciatori impiegati utilizzando come parametro la partita disputata ma nel contesto di un arco temporale più ampio.

 

Tanta attesa per saggiare la coppia d’attacco Maxi – Belotti (che non ha deluso). Ma alla fine la differenza, come sta avvenendo da ormai diverse gare, l’ha fatta – in negativo – la difesa. Non che quella genoana sia stata irreprensibile, anzi anche i rossoblu hanno regalato due gol ma quella granata, titolare, rocciosa ed affidabile punto di forza fino a qualche mese fa ora sembra essersi sciolta come neve al sole. A preoccupare, al di là del fatto che si sono incassati ben sei gol in tre giorni e che i rossoblu finora avessero realizzato appena un gol lontano da Marassi, è il fatto che non si tratti di errori di un singolo ma proprio di un intero reparto che annovera giocatori esperti del calibro di Bovo, Glik e Moretti e che capiti spesso di subire a “difesa piazzata”. Poco reattivi i difensori e sotto accusa anche il portiere Padelli, protagonista di un’uscita a vuoto sul primo gol di Laxalt e mai decisivo con interventi sopra le righe. 

 

Per il resto il turn over, operato laddove possibile e necessario, è fisiologico anche se dopo tre giorni non vi fosse il derby al quale ci si presenta con una classifica migliore nonostante gli ultimi deludenti risultati ed al quale i rivali giungono dopo una sconfitta (nelle ultime sei giornate peraltro è capitato a tutti gli avversari che avrebbero incontrato i granata nel turno successivo), in condizioni peggiori e perciò stesso con l’obbligo di fare punti per risalire in classifica e riscattare l’ultimo derby di aprile.
La stracittadina sembra arrivare a proposito per dare l’opportunità ad una delle due compagini di invertire il trend. Per i granata è tempo di registrare gli automatismi difensivi, interrompere la striscia di risultati sempre peggiori in trasferta ed evitare di essere le solite crocerossine che riabilitano chi è in difficoltà.

 

Un’ultima annotazione riguarda l’aspetto scaramantico: ottobre è stato un mese nero nel quale si sono conquistati appena due punti in quattro partite. Il derby anziché l’1 novembre si giocherà il 31 ottobre, nella serata di Halloween: nonostante tutto tuttavia la speranza è quella di non offrire il dolcetto ma di servire lo scherzetto ai cugini.

 

CHI SALE:

 

ZAPPACOSTA        inizia molto contratto con un errore pericoloso in difesa, poi inizia a prendere confidenza e il bel gol lo sblocca liberandolo dalle paure che lo frenano ed inizia a giocare anche meglio. Esce per un risentimento nel finale ma da giocatore recuperato.
B. PERES         pochi minuti, un solo pallone toccato ma dal peso specifico enorme. Dalla sua fuga, giocata e cross perfetto per Benassi nasce il gol dell’illusorio vantaggio all’89’. Uno dei pochi a poter fare la differenza.
VIVES        si rifà dall’ultima prestazione giocando con lucidità ed abnegazione e sbagliando pochi palloni. Magistrali i suoi recuperi sulla trequarti e la sua funzione di cucitore, intelligente anche l’assist per mettere Baselli a tu per tu con Perin.
M. LOPEZ        il biondo attaccante argentino coglie al volo l’occasione di giocare l’intera partita per realizzare il primo gol stagionale su azione. Oltre a quello crea occasioni anche per i compagni con giocate spettacolari e lascia l’impressione che potrebbe fare anche di più. Affidabile.

 

STABILI:

 

BELOTTI           altri segnali di crescita per l’ex rosanero. Oltre alla solita generosità e all’impegno a tutto campo con buoni risultati, cerca e spesso gli riesce il dialogo con maxi Lopez al quale funge da spalla. Per la consacrazione si attende il gol, magari quel gol.
BENASSI            ricopre con uguale efficacia i ruoli di interno, dapprima a sinistra e poi a destra. Si distingue per buoni palloni scardinati e smistati e nel finale diventa protagonista dapprima non sfruttando una favorevole occasione, poi propiziando l’autogol di Tachtsidis. Sempre più a suo agio in squadra.
BASELLI        il nuovo gioiellino non ha avuto nemmeno bisogno del tempo necessario per ambientarsi perché ha iniziato subito alla grande tanto da essere considerato determinante ed essere risparmiato per una settantina di minuti in vista del derby. In campo si mette in luce sebbene stavolta non dimostri lucidità giusta nel superare Perin in situazione favorevole.
ACQUAH        viaggia a corrente alternata. Non riesce più a dimostrare le enormi qualità che aveva fatto intravedere nelle prime uscite, soprattutto quando deve giocare la palla. Nei contrasti non si risparmia e spesso li vince ma ci si aspetta di più.

 

CHI SCENDE:

 

MOLINARO           sulla scia delle ultime prestazioni, resta piuttosto guardingo anche se in alcune circostanze si mette in evidenza con qualche incursione non sempre lucida ed un tiro che sfiora l’incrocio. Dietro però combina guai perdendo il pallone da cui nasce il primo gol di Laxalt e non gestendo bene nemmeno quello da cui scaturisce il 3-3 finale.
BOVO         come i suoi compagni di reparto finisce dietro la lavagna. Cerca di dare una mano in avanti sulle palle inattive ma dietro talvolta compie errori di piazzamento (anche sui gol) e perde qualche pallone in disimpegno (anche se poi riesce a recuperare). In calo.
MORETTI           le sue maggiori responsabilità sembrano quelle sul secondo gol quando non si intende con Glik e lascia un buco in mezzo nel quale si inserisce Pavoletti. In generale non è in giornata ed è in difficoltà nelle uscite difensive anche se da un suo lancio nasce il gol di M. Lopez.
GLIK        ancora giù il capitano nonostante alcune cose buone nell’arco del match intercettando pericolosi passaggi e pulendo l’area in varie circostanze. Tuttavia Pavoletti lo mette in difficoltà una volta anticipandolo davanti a Padelli ed un’altra freddandolo con un taglio perfetto.
PADELLI         si conferma in stato confusionale. Continua a regalare incertezza mancando le uscite e commettendo un grave errore nell’azione del primo gol. Compie solo una parata facile ma per il resto non compie mai interventi di una certa importanza. Sei gol in due partite non possono passare inosservati.

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