Chi si accontenta non è da Toro

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Maxi Lopez che impiega un minuto ad uscire dal campo, Padelli che ritarda i rinvii: perdono tempo i granata, come praticamente accade su ogni campo di gioco quando si vuole conservare il risultato. Il punto è proprio questo: il tabellone dello Juventus Stadium ricorda che la partita è ancora sull’1-1 ma tra i granata si fa strada la convinzione che forse va bene così. Una squadra che fino quel momento aveva “voluto”, per dirla alla Ventura, si è poi accontentata di sperare. Ed è così che il Toro ha perso il derby.

 

Tanto avevano fatto i granata per riacciuffare il pareggio (era servita una prodezza di Bovo) e per non andare di nuovo sotto (con la traversa a graziare la squadra di Ventura prima che Padelli ci mettesse un piede) che la beffa firmata Cuadrado fa ancora più male. Sembra una vecchia storia che si ripete, è l’ennesima coltellata a tempo scaduto. Finisce di nuovo così, con Ventura che scuote la testa, il Toro che esce dallo Stadium sconfitto per la quarta volta consecutiva. Eppure quanto accaduto di recente (quel gol di Pirlo al 93′ come oggi) avrebbe dovuto insegnare a questa squadra quanto sia fatale commettere la leggerezza di accontentarsi. Non è la sfiga, stavolta, ad abbattere il Toro (o almeno non solo quella), ma un atteggiamento che in un derby solitamente si paga doppio: è mancato il coraggio di provare a vincere una stracittadina che avrebbe spinto negli inferi la Juventus e fatto risorgere i granata, ai quali la vittoria adesso manca da oltre un mese (era il 27 settembre, vittoria con il Palermo e massimo vantaggio sui bianconeri, più 8).

 

La scelta, magari anche inconsapevole, di accontentarsi è costata cara: e non è un caso che proprio da lì parta l’analisi di Ventura. Al quale spesso è stato rimproverato proprio questo, la mancanza di coraggio: eppure dalla panchina non è arrivato alcun segnale di resa, al contrario i cambi sono stati dettati più dalla necessità di dare quel qualcosa in più che potesse far guadagnare almeno un punto (o tre) che non dalla volontà di mantenere l’1-1. Chi si accontenta in un derby non può essere il Toro, chi si accontenta non è da Toro.

 

 

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