Toro, solito film e altro ko: per rialzarsi servono idee e carattere

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A quarantadue giorni dall’ultima vittoria in campionato – era il 27 settembre quando un Toro ridotto in nove uomini aveva avuto la meglio sul Palermo – può succedere di sentire la necessità di voler vedere il lato positivo di una prestazione, nonostante la sconfitta. Capita spesso di non portare a casa punti al termine di novanta minuti giocati alla pari o addirittura meglio della squadra che si ha di fronte: si chiama sfortuna, si chiama cinismo degli avversari, si chiama incapacità di concretizzare le occasioni avute. Contro l’Inter il Toro ha raccolto zero punti allungando a sei il numero di partite senza vittorie (due soli punti conquistati, contro Milan e Genoa).

La squadra di Ventura, è vero, ha concesso poco ai nerazzurri: al di là del gol l’Inter non è andata mai alla conclusione. Eppure il giorno dopo è ancora una volta denso di rimpianti: si fa la conta delle occasioni perse nelle ultime settimane costretti ad aggiungere anche quella contro i nerazzurri. Perché il Toro avrà anche fatto vedere qualche timido segnale di ripresa ma la realtà è che talmente bene questa squadra aveva abituato prima di incappare nel periodo negativo ancora in corso che si fatica ad essere soddisfatti di una prestazione così.

Si pone l’accento sulla capacità di non concedere quasi nulla e si dimentica però di approfondire il discorso opposto: come può una squadra sprecare tutto il possibile e pensare di uscire da questo lungo momento di crisi? L’attacco si è inceppato, Quagliarella è irriconoscibile, Maxi Lopez si accende a sprazzi e Belotti non ha ancora fatto vedere di che pasta è fatto. E se accanto a questi problemi si va ad aggiungere quello di una difesa che vuoi per l’emergenza, vuoi per errori piuttosto evidenti non è impeccabile come la scorsa stagione, ecco che quel Toro dell’avvio di campionato sembra lontano anni luce. Lontano ma non impossibile da raggiungere di nuovo:servono idee, nuove energie e qualsiasi altro espediente per riuscirci. Perché si fatica a credere che quella sia stata un’illusione e che questa sia la realtà. 

 

 

 

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