Top & Flop di Atalanta-Torino

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Dopo oltre un mese, il Toro torna finalmente alla vittoria. Arrivano i tre punti per Glik e compagni, ma soprattutto arriva una bella iniettata di fiducia che permetterà di affrontare con occhio diverso il mese che precede la sosta natalizia. Ecco cosa è andato e cosa no nella trasferta di Bergamo della squadra granata.

 

TOP

 

LO SCHEMA DEL GOL: vengono spesso criticate le azioni su calcio d’angolo del Torino. Ma quando fa poi le cose semplici, gli applausi arrivano. Come i gol. Ed ecco che su un calcio d’angolo ben calciato da Baselli, Cesare Bovo, di piede, riesce a farsi trovare al posto giusto al momento giusto, gonfiando la rete. È la seconda rete del difensore, ed è preziosissima, perché permette finalmente al Toro di rilanciarsi dopo settimane di delusioni soprattutto a livello di risultato.

 

LA DIFESA SARACINESCA: l’Atalanta, avversario ostico soprattutto in casa, impensierisce una volta sola. Lo fa con Denis, che è bravo a sfruttare uno spazio ma che si vede chiudere la porta da Padelli, tempestivo nell’uscita. Per il resto, la retroguardia che è spesso stata sotto esame in queste partite di campionato, tiene botta senza troppi patimenti. Una buona prova di forza per Glik e compagni, che riescono a giocare bene d’anticipo con due avversari come Maxi Moralez e Gomez, molto difficili da arginare, soprattutto vista la stazza dei difensori granata. E la porta di Padelli resta inviolata.

 

LA CAPACITA’ DI CREARE POTENZIALI AZIONI DA GOL: che il Toro abbia le idee chiare in campo, si sa da tanto tempo. E in effetti si vede perché, al di là del fatto che abbia segnato una sola rete, sa farsi trovare spesso dalle parti di Sportiello, risultato pericoloso ma inefficace. La manovra granata funziona, e sono tanti i ribaltamenti di fronte che permettono alla squadra di Ventura di creare potenziali azioni da gol. Ora, come già prima, si lavori sulla concretezza.

 

FLOP

 

L’ATTACCO A SECCO: se da un lato Quagliarella ha faticato a farsi notare, chi è senz’altro molto propositivo è Andrea Belotti, che non ne può più di rimandare l’appuntamento con il gol. Dai suoi piedi, o dalla sua testa, passano almeno quattro nitide occasioni. E non è soltanto la sfortuna a dirgli di no. L’impegno non manca, a differenza della freddezza che, ancora, non gli permette di sbloccarsi. Questione di fiducia, senza dubbio. Deve continuare così, e i tifosi non vedono l’ora di esultare con lui.

 

GLI SCHEMI DA CALCIO PIAZZATO: quando semplici, funzionano. Quando cervellotici, rischiano di essere anzi dannosi. Il Toro spreca alcuni calci d’angolo per tentare il passaggio all’indietro senza poi riuscire a trovare varchi (come a inizio primo tempo) o, ancora peggio, tenta improbabili punizioni all’indietro dalla propria trequarti che rischiano di innescare pericolosissimi contropiedi avversari. Probabilmente, Peres si prenderà una bella – e sacrosanta – strigliata per quel passaggio rivolto a Molinaro a pochi minuti dalla fine. Il rischio di regalare il pareggio è stato altissimo, così come quello di vedere il Toro nuovamente beffato allo scadere.

 

 

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