Solito Toro, ma la differenza è in difesa

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È (quasi) il solito Toro. La trasferta in terra bergamasca, coincisa finalmente con una vittoria, ha dato indicazioni utili a Ventura su cui lavorare in settimana, per affrontare il Bologna ma non solo. Già, perché il Toro uscito vittorioso dall'”Azzurri d’Italia” ha evidenziato gli stessi punti di forza e quasi tutte le sue debolezze: quasi, perché questa volta brava è stata la difesa, e nel complesso la squadra tutta, a neutralizzare gli avversari impedendo loro di farsi trovare sovente di fronte alla porta difesa da Padelli.

 

I numeri infatti confermano che soltanto in 6 occasioni gli orobici sono arrivati al tiro, di cui una (con De Roon) direttamente in porta – ma senza particolari patimenti per l’estremo difensore granata – e un’altra, per quanto uscita a lato, davvero molto pericolosa con Denis. Poi, ordinaria amministrazione per il numero 1, che quando è stato chiamato in causa ha saputo rispondere presente. E in una partita dove, dati European broadcast development alla mano, è stata soprattutto l’Atalanta a dare i ritmi del gioco (53% del possesso palla contro il 47% granata), è decisamente molto positivo l’essere riusciti a fare muro a Denis e compagni, andando anzi a creare davvero tanto dalle parti di Sportiello.

 

È per questo che il Toro, in fin dei conti, è sempre il solito. Tante occasioni create, a fronte del fatto che soltanto una rete è stata realizzata. Ieri, soprattutto, è mancata la gioia del gol a Belotti, il giocatore che in assoluto ha tirato di più (4 volte), ma che deve affinare la mira, per riuscire a sbloccarsi. Ma che sia in crescita è fuor di dubbio, e a confermarlo sono proprio le statistiche. Insomma, il Toro, questo Toro, crea tanto, sbaglia molto (anche nel computo delle palle perse: 29 a 24), ma riesce finalmente a tornare alla vittoria. E a ritrovare quella convinzione nei propri mezzi che, in futuro, potrà essere davvero determinante.

 

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