Il Toro ritrova la difesa

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Il borsino granata è un po’ come la Borsa, i titoli sono rappresentati dai calciatori le cui quotazioni salgono e scendono di partita in partita in base al rendimento, allo stato di forma, alle eventuali squalifiche che ne pregiudicano l’impiego nel turno successivo. A differenza delle pagelle, quindi, il borsino non guarda esclusivamente alla prestazione di giornata ma valuta complessivamente il periodo dei calciatori impiegati utilizzando come parametro la partita disputata ma nel contesto di un arco temporale più ampio.

 

Dopo la terza sosta per le Nazionali, il Toro ritrova finalmente i tre punti e l’inviolabilità della propria porta che, se lo scorso anno era quasi una regola, in questo campionato finora era accaduto una sola volta (contro la Samp alla quarta giornata). Una vittoria meritata che poggia sulle solide basi di un gioco grazie al quale la squadra di Ventura ha legittimato la vittoria attraverso un dominio sia in mezzo al campo che nel numero di occasioni da rete, per di più su un terreno ostico dove i padroni di casa erano imbattuti ed avevano costruito la propria classifica.

 

Anche l’approccio è stato quello giusto, non si è regalato un tempo agli avversari restando rintanati nella propria trequarti o rinunciando a giocare ma si è entrati in campo motivati per cercare di vincere la partita senza eccessivi tatticismi. In effetti si sono viste più verticalizzazioni rispetto alle altre partite sebbene gli attaccanti (Belotti in particolare) non siano stati in grado di beneficiarne ed il gol sia arrivato da una palla inattiva, altra buona notizia questa dal momento che anche ciò era una peculiarità del campionato scorso. Stavolta l’eroe di giornata è stato Cesare Bovo, un difensore che insieme ai suoi compagni di reparto è stato protagonista di una prestazione impeccabile dietro e si è fatto valere pure nell’area avversaria.

 

L’unico neo di giornata – a parte l’infermeria che ancora non accenna a svuotarsi – resta la sterilità offensiva con Quagliarella che continua il suo digiuno, Belotti che va vicino al bersaglio ma conferma di non possedere la freddezza di un cecchino, Maxi Lopez sempre meno impiegato e più nervoso, Martinez ed Amauri non pervenuti.

Ma almeno ora il Toro può tornare a sorridere e a difendersi anche dalle accuse e dalle critiche.

 

CHI SALE:

 

BOVO      gara impeccabile per il centrale che rientrava dopo la squalifica ed aveva già timbrato il tabellino nel derby. Oltre al gol vittoria, è protagonista di interventi da manuale in difesa con anticipi sui pericolosi Gomez e Moralez dal primo all’ultimo minuto (da citare un break nella propria area nel finale con tanto di lancio preciso per Belotti).

 

GLIK         anche il capitano è apparso in ripresa, ha ritrovato senso della posizione ritornando ad essere il solito muro invalicabile soprattutto nel gioco aereo e prendendo le misure a Denis cui ha concesso solo un’occasione pericolosa.

 

PADELLI        sebbene sia rimasto praticamente inoperoso tra i pali, stavolta è apparso sicuro di sé nelle uscite alte nelle quali si è rivelato tempista ed efficace. Anche sull’occasione più ghiotta capitata a Denis è riuscito a chiudere bene lo specchio.

 

VIVES        ammonito dopo un quarto d’ora, ha rischiato un po’ con interventi in ritardo in fase di interdizione ma, pur con la solita discontinuità, ha verticalizzato ed aperto il gioco in modo magistrale in più di una circostanza (su tutte il lancio a pescare Belotti in area ad inizio partita).

 

STABILI:

 

ACQUAH          il ghanese rilanciato a tempo pieno a causa della defezione di Benassi, ha un buon impatto sul match con buone sovrapposizioni e cross. Talvolta potrebbe sfruttare meglio appoggi banali ed evitare di mettere in difficoltà i compagni ma nel complesso dà concretezza alla superiorità in mediana.

 

MORETTI          si riprende controllando clienti ostici e molto più veloci di lui dopo una fase iniziale complicata nella quale va in affanno con incertezze assortite non da lui. Non è ancora il difensore che ha conquistato la maglia della Nazionale circa un anno fa.

 

MOLINARO         offre una prestazione tra alti e bassi con incisive scorribande sulla fascia corredate da cross ed assist (tra cui quello di testa per Belotti che coglie l’incrocio) soprattutto nel primo tempo. Prezioso invece nella ripresa quando anticipa Masiello ad un passo da Padelli ma nella sua partita c’è anche la macchia di tenere in gioco Denis nell’azione gol più clamorosa degli avversari.

 

BELOTTI         non sempre preciso nel controllo del pallone ma è generoso e non si nasconde. Mai tanto vicino al gol come a Bergamo ma una traversa ed un palo gli negano ancora la prima gioia granata. Roba da tirargli le orecchie però quando fallisce da un metro a porta libera su assist di Bruno Peres.

 

BASELLI          non sembra patire l’emozione da ex, cerca il numero, si propone però non incide poiché perde troppi palloni potenzialmente da sfruttare meglio sulla trequarti e non contribuisce come altre volte nei contrasti a centrocampo.

 

QUAGLIARELLA         ancora lontano dallo stato di grazia che accompagna solitamente le sue giocate. Non è fortunato nel tap in dopo 5’ e il suo morale non decolla tanto che resta spesso ai margini della manovra ed ha pochi guizzi. Ancora involuto.

 

BRUNO PERES           ovviamente il giudizio sul brasiliano risente di quello che potenzialmente è in grado di fare ma non fa. Si fa notare positivamente per il delizioso cross basso che Belotti cicca, negativamente nel finale quando quasi regala il pari agli avversari. Nel complesso meno nel vivo rispetto al solito. 

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