Sala e Zaccarelli: “Per stare al Toro bisogna fare il lavoro quadruplo&quot

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Un evento, come sempre, molto coinvolgente, quello che ha accompagnato la presentazione del libro Caro Toro ti scrivo, opera particolarmente apprezzata da parte del pubblico granata scritta dalla coppia ViglioneMerlo. Un excursus nella storia del Toro, che ha visto, nella giornata di ieri, protagonisti due grandi campioni come Claudio Sala, Renato Zaccarelli e il granatissimo magistrato Giancarlo Caselli e del parroco granata don Riccardo Robella. La location, suggestiva, il Granata Store di Piazza Castello.

 

Tante belle parole, come quelle del “Poeta del gol” che con piacere ha ammesso l’esistenza di “moltissima letteratura sul Toro, trattando la storia di una squadra piena di tragedie. Penso al capitano Ferrini, per esempio, che si meritava di vincere lo Scudetto. Il prossimo anno sono passati 40 anni dall’ultimo trofeo. Al Toro devi giocare 4 volte tanto rispetto al normale perché nessuno regala niente. Io ho fatto  20 gol e Paolo Pulici 180… ma quando gliela passavo mi sembrava di fare goal io anche se lui ringraziava prima la curva (ride, ndr)“.

 

Di un parere non dissimile è stato Zac, che ricordava come fosse “l’unità del gruppo il vero punto di forza. Abbiamo vissuto una vittoria esaltante che ci ha uniti tra noi e il popolo granata. Conta saper interpretare i ruoli e aiutarsi a vicenda così ognuno si può esprimere al massimo. Ed è  la cosa migliore per la squadra organizzazione perfetta. Il vero rammarico? Ci sarebbe piaciuto avere qualche coccarda in più“. Vincenti si nasce, d’altra parte.

 

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