Toro, tutta un’altra musica: e ora c’è da alzare l’asticella

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Qualcuno ha già notato, forse, lo scherzetto che certe volte fanno i numeri: il Toro è passato dai due punti in sei partite a sei punti in due partite. La pausa di campionato è stata a dir poco miracolosa: mentre in Sisport qualche pezzo continua comunque a rompersi – ultimi in ordine di tempo Benassi e Silva – la squadra di Ventura sembra aver trovato la forza di uscire definitivamente dal tunnel. Non vuol dire che d’ora in avanti saranno tutte rose e fiori ma che quello che è successo a Bergamo una settimana fa non è stata semplice casualità. Altrimenti ieri contro il  Bologna il Toro non avrebbe raccolto in questo modo i tre punti: non sapendo aspettare prima di colpire una volta per poi affondare il colpo definitivamente.

Non è solo una questione di avversari più o meno alla portata, o la squadra di Ventura sarebbe tornata anche da Modena contro il Carpi con la vittoria in tasca e il primo posto e non avrebbe perso per strada altri punti preziosi. Forse, paradossalmente, è stato un inizio di campionato così scoppiettante a far sembrare gli ultimi due mesi ancora più bui. Del resto anche nel primissimo periodo, quando del Toro si parlava – un po’ erroneamente visto quanto fatto nelle ultime stagioni – di sorpresa erano arrivate partite giocate non al massimo (contro il Chievo, per fare solo un esempio). L’aumentare delle aspettative ha fatto sì che ogni battuta d’arresto, ogni prova al di sotto degli standard rendesse tutto più difficile da analizzare, come se potesse essere l’inizio di una crisi senza alcuna soluzione.
Del resto, però, non si possono dimenticare tutti i discorsi su quella famosa asticella da alzare: e alzare l’asticella non significa anche questo, non significa tendere sempre al massimo, rifiutare il bicchiere mezzo pieno per desiderare che sia pieno del tutto? Ecco perché dopo la gara persa contro l’Inter non poteva bastare l’idea di aver demeritato a rendere felice parte di quei tifosi che oggi, dopo due vittorie consecutive e una classifica più bella da guardare, sono finalmente soddisfatti. Ora e non allora, anche se quella tappa, a posteriori, può essere oggi vista come un segnale di avvicinamento a quanto visto negli ultimi sette giorni. 

 

Non solo il Toro ha vinto due gare consecutive (non accadeva dalle prime due di campionato, contro Frosinone e Fiorentina), non solo ha di nuovo chiuso senza subire alcun gol portando a due partite la mini-striscia (mai successo quest’anno), ma l’Olimpico ha anche assistito a quella che potrebbe essere la svolta della stagione granata, il gol che ha permesso a Belotti di sbloccarsi. Un gol “targato” Amauri (il Gallo ha spiegato perché), un gol carico di rabbia, emozione, un gol che ha spianato la strada ai granata prima che Vives con un colpo che non ti aspetti nemmeno dai più grandi chiudesse il match definitivamente. Una settimana fa un palo e una traversa, ieri il gol di Belotti: chissà che la traversa di Quagliarella non sia un segno. La Roma è avvisata.  

 

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