Torino-Bologna, Ghersini insicuro

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Alla terza direzione nella massima serie non si poteva chiedere il piglio dell’arbitro tranquillo e deciso a Davide Ghersini, giovane arbitro della sezione AIA di Genova. Il 31enne, che per la prima volta in carriera incrociava i granata, ha cercato di non farsi sorprendere stando vicino all’azione ma si è comunque lasciato andare ad un metro di giudizio troppo insicuro e morbido suscitando alcuni dubbi e indisponendo entrambe le squadre.

 

Al 9’ c’è un recupero di Molinaro su Mancosu in area granata col rossoblu che termina a terra e la palla oltre la liea di fondo: proteste felsinee per il contatto (a loro dire da rigore) e dei granata che invocavano la rimessa dal fondo. L’arbitro opta salomonicamente per un corner (dubbio, giusto invece non concedere il penalty). Non ci sono altri casi particolari da segnalare nel corso della prima frazione costellata però da una serie di interpretazioni troppo “morbide” su interventi aerei da dietro (soprattutto di difensori del Bologna su Belotti) e di qualche altro fallo al limite del regolamento (un revival GlikGiaccherini, tanto per dirne uno).

 

Non muta l’atteggiamento nel corso della ripresa e la prima ammonizione, inevitabile, è per Maietta autore di un fallo tattico a metà campo su Belotti al 64’. Al 71’ non rilevato un fuorigioco contro Acquafresca (nella circostanza piazzato male l’assistente). Al 75’ l’incertezza manifestata per tutto l’arco del match da Ghersini si materializza sull’azione – gol di Belotti: l’ex rosanero, spalle alla porta, controlla un lancio di Moretti col petto ma il pallone gli carambola poi sul braccio sinistro. La sensazione è che il tocco sia involontario sebbene l’attaccante non faccia molto per tenere le braccia aperte o in posizione poco sospetta ed anche in questo caso Ghersini è di manica larga.

 

Tanti i potenziali falli non fischiati a fine partita, in particolar modo spigolosi i duelli AcquahDonsah e alcuni interventi su B. Peres, ed un solo ammonito a testimonianza dell’approccio timido del direttore di gara il quale tuttavia va parzialmente giustificato per la poca esperienza. Gli assistenti, da parte loro, non hanno dato una grossa mano pur non commettendo errori grossolani.

 

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