L’esame di maturità

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Il borsino granata è un po’ come la Borsa, i titoli sono rappresentati dai calciatori le cui quotazioni salgono e scendono di partita in partita in base al rendimento, allo stato di forma, alle eventuali squalifiche che ne pregiudicano l’impiego nel turno successivo. A differenza delle pagelle, quindi, il borsino non guarda esclusivamente alla prestazione di giornata ma valuta complessivamente il periodo dei calciatori impiegati utilizzando come parametro la partita disputata ma nel contesto di un arco temporale più ampio.

 

Quella contro il Bologna è stata la seconda partita – crocevia stagionale per valutare il grado di maturità di questo Toro e verificare se la vittoria di Bergamo avesse rappresentato il classico brodino o se prestazione e risultato finale potessero autorizzare un pizzico di ottimismo nel segno della continuità e della ripresa dopo il periodo nero. Dopo aver fallito il primo appuntamento, naufragato nel primo esame contro il Carpi, dal quale i granata hanno faticato non poco a riprendersi, stavolta Vives e compagni sono riusciti a regolare i rossoblu con una tattica accorta come da marchio di fabbrica ma non troppo rinunciataria e passiva come in altre occasioni ed alla fine hanno avuto ragione. Meno prudenza e maggiore tenacia per cercare i tre punti, senza sbilanciarsi troppo ma senza nemmeno regalare minuti preziosi agli avversari e con la voglia evidente di prendersi l’intera posta in palio sin dal 1’.

 

Basta dare un’occhiata alle statistiche della gara, al possesso palla (oltre il 60%), al numero dei passaggi corretti, ai palloni recuperati, a tiri in porta fatti e subiti per comprendere il senso delle analisi.
Da sottolineare come la prestazione di squadra abbia beneficiato delle motivazioni dei singoli: da quella di Belotti di trovare la via della rete a quella di Bruno Peres e dei senatori Vives, Bovo, Moretti, freschi di rinnovo contrattuale e tutti tra i migliori in campo. Ora ci si aspetta che si risvegli anche Quagliarella, che l’infermeria si svuoti e che si superi anche il turno di Coppa Italia domani contro il Cesena in modo da regalarsi il terzo derby dell’anno da affrontare con uno spirito nuovo.

 

CHI SALE:

 

VIVES         Peppino l’evergreen fresco di rinnovo contrattuale corona la sua prova positiva già ricca di interventi puntuali in tackle e disimpegni efficaci con un gol nel quale dimostra tecnica ed intuito da attaccante di razza dopo aver sfiorato il bersaglio in precedenza con un tiro radente. Tra contratto, prestazioni convincenti e gol il suo stato attuale è al top.
BELOTTI        primo canto del gallo dopo quattordici giornate. Si è fatto attendere ma è stato ripagato dal battesimo del gol sotto la Maratona: astuzia, fortuna e bravura. In più la solita partita di sacrificio e sostanza anche nelle sponde per Quagliarella. Ora che si è sbloccato potrà disporre di un’iniezione di autostima in più.
BOVO         anche l’ex genoano conferma l’ottimo stato di forma e festeggia degnamente il rinnovo, stavolta non col gol ma con una partita grintosa ed impeccabile. Anticipi e chiusure ovunque, preziose quelle su Giaccherini in area e su Donsah. Insuperabile.
B. PERES         anche il brasiliano è ispirato protagonista di serpentine che producono buone iniziative che culminano con cross e cambi di gioco interessanti ed un tiro di poco fuori. Attento anche in ripiegamento, buona anche una punizione per Quagliarella in area. Anche per lui il rinnovo contrattuale porta benefici.
MORETTI           non dovendo compiere gli straordinari in marcatura e limitandosi a qualche contrasto e a ricacciare fuori area con interventi di testa qualche pallone, si prende il gusto di improvvisarsi regista: suo un bel lancio a liberare Molinaro nel p.t. e soprattutto per innescare Belotti sul gol. Ennesimo rinnovo ripagato.

 

STABILI:

 

PADELLI           praticamente inoperoso. Non compie nessuna parata e si limita gestire qualche retropassaggio e altri disimpegni semplici. Nelle ultime partite non è sollecitato, meglio così. Il giudizio resta sospeso in attesa di nuove conferme.
GLIK        controlla ed accompagna gli avversari in zone morte rendendoli innocui. Protegge il pallone anche se ancora una volta rischia liberandosene in modo inopportuno ma nel complesso la sua prova è più che sufficiente. Mancosu ed Acquafresca saranno stati serviti poco e male ma il capitano granata ha i suoi meriti.
MOLINARO        il terzino è in buona giornata, si prende subito qualche rischio con un intervento in area su Mancosu, poi prende le misure controllando bene Rizzo sulla sua fascia ed andando spesso all’incursione ed al cross (tra cui quello che Quagliarella in avvitamento spedisce sulla traversa).
M. LOPEZ         forse avrebbe bisogno di giocare un po’ di più per trovare continuità e gol. Il suo impatto, tuttavia, è stato positivo. Protezione della palla e smistamento sono le sue qualità migliori, sotto porta invece fallisce un aggancio che avrebbe potuto trasformarsi in un’ottima occasione da rete.
BASELLI          la giovane promessa che ha iniziato il campionato in modo superlativo non ha ancora la dote della continuità, si accende ad intermittenza creando bei presupposti e impegnando subito Mirante con una conclusione radente a termine di una buona azione personale. Nel match ha alti e bassi ma non è nel vivo come dovrebbe.
ACQUAH         ingaggia lotte con chiunque si aggiri nella sua zona di competenza. Talvolta eccede scivolando nel nervosismo e rischiando qualcosa. Dà ancora la sensazione che potrebbe fare di più e che debba migliorare negli appoggi che continua a sbagliare spesso.

 

CHI SCENDE:

 

QUAGLIARELLA       finché non si sblocca tornando al gol anche il suo standard di gioco (e l’aspetto psicologico) ne risente. Rispetto alle partite precedenti non si avvertono differenze apprezzabili ma se ci si mette di mezzo pure la sfortuna…

 

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