Toro-Roma, la regola dell’11 non sbaglia mai

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Rudi Garcia, vedendo Maxi Lopez esultare dopo aver realizzato al 94′ il rigore del pareggio, deve aver pensato che sulla sua Roma all’Olimpico piemontese sia perseguitata da una sorta di maledizione. Da quando il francese siede sulla panchina giallorossa a Torino vige infatti la regola del numero 11: non importa la differenza tecnica tra le due squadre o in che modo si sblocchi la partita perché, prima del triplice fischio, il numero 11 granata segnerà la rete del definitivo 1-1.

Due anni fa la Roma si presentò all’Olimpico come una corazzata invincibile, capace di collezionare dieci vittorie nelle prime dieci partite di campionato: un record per la serie A. Nel primo tempo contro il Toro il copione sembrò ripetersi ancora una volta: Strootman portò in vantaggio la banda Garcia e le squadre andarono al riposo sullo 0-1. Nella ripresa però l’11 granata, Alessio Cerci, fu bravo e lesto nel raccogliere l’assist di Meggiorini e a violare l’imbattibilità di De Sanctis che era 744 minuti. Il tutto sotto la Maratona. Copione simile lo scorso anno: in quell’occasione fu Florenzi, nella ripresa, a sbloccare il risultato su calcio di rigore. Pochi minuti più tardi, però, Maxi Lopez, l’ultimo erede di Pulici in ordine di tempo, dal centro dell’area di destro fece gonfiare la rete avversaria: 1-1 e corsa sotto la Maratona. La stessa cosa l’ha fatta ieri pomeriggio, permettendo al Toro di raggiungere la Roma all’ultimo giro di lancette dell’orologio. Altro 1-1.

 

Tutto sommato Garcia può però ritenersi fortunato. C’è stato un tempo in cui nei Torino-Roma i numeri 11 granata segnavano con la stessa continuità, ma quelle reti non servivano per raggiungere il risultato di parità: erano gol che valevano successi, spesso anche rotondi. Gli 11 granata che punivano la Roma erano Pietro Ferraris e Franco Ossola. Altro calcio. Altro Toro. 

 

 

 

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