Premio Fair Play Finanziario: c’è il Toro. ”No giovanili? Ecco perché”

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Un’esclusione, da una parte, un riconoscimento dall’altro. Il Torino figura infatti tra le quattro squadre in lizza per vincere il premio “Fair Play Finanziario” organizzato da SportEconomy, con il patrocinio del Coni e degli altri enti federali calcistici italiani. Un esempio di virtuosismo di bilancio della società di Cairo, “un nuovo modello di bilancio, da tenere sott’occhio perché molto interessante” conferma Marcel Vulpis, direttore di Sporteconomy e presidente della giuria che ha deciso di nominare il club granata, insieme con Lazio, Atalanta e Juventus, tra i finalisti dai quali uscirà il vincitore che sarà premiato il 18 dicembre ad Arezzo.

 

Un Toro sicuramente in grande spolvero” continua Vulpis, “e non soltanto per le questioni delle plusvalenze, che chiaramente hanno inciso. Abbiamo valutato diversi aspetti (compresa la voce degli investimenti per le strutture), e io sono rimasto davvero sorpreso da quello granata. Al di là dell’aspetto sportivo, credo che Cairo si sia avvalso di un ottimo staff a livello economico, perché quello del Toro è un bilancio davvero ben fatto, ottimo”.

 

E se nel complesso la società di Via Arcivescovado è considerata tra le migliori d’Italia, ha lasciato tuttavia sorpresi l’esclusione del club nella Short List dei 4 club nominati per il settore giovanile. “Vero, ci sono Atalanta, Milan, Inter e Roma, ma non c’è il Toro, nonostante la vittoria dello scudetto Primavera. Ma il tema è leggermente diverso, ed è necessario chiarirlo” spiega Vulpis. “Il discorso è che ogni società ha un suo settore giovanile, e alla fine del campionato si ha necessariamente un vincitore. È un risultato sportivo, figlio di una qualità tecnica che per noi pesa, ma non oltre il 30-40%. A noi interessava di più, e lo ribadiremo spesso, esaltare il senso del settore giovanile, cioè fornire giovani talenti nelle rispettive nazionali. Di qui, dei 17 club partecipanti (abbiamo escluso i tre che provenivano dalla B), abbiamo guardato all’apporto alle selezioni nazionali della FIGC, in termini di convocazioni e presenze. Pesando, anche in questo caso: dando cioè più valore alle convocazioni in Under 21, rispetto a Under 15, 16 o 20. Alla fine, considerando anche ma non solo il risultato sportivo, siamo arrivati a quei quattro candidati”.

 

Un’esclusione da una parte, quindi, ma un grande riconoscimento dall’altro. “E mi piacerebbe poter contare sulla presenza di Cairo, per complimentarmi sinceramente con lui. Potrebbe fare scuola”. Un bell’attestato di stima, per un Toro nuovamente in rampa di lancio. E a più livelli.

 

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