Torino, l’attacco sul banco degli imputati

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Otto gol segnati su ventuno. Non è certo un bottino da incorniciare, quello dell’attacco granata, reparto che più di tutti sembra essere sotto esame dopo questa prima parte dell’anno, in cui la buona potenzialità della squadra non è sempre emersa per il mancato apporto di alcuni suoi uomini chiave. E proprio quello offensivo, appare come il settore dove maggiormente si è verificata questa situazione: se Amauri non è infatti pervenuto, e se Martinez, le poche volte in cui è stato impiegato, si è dimostrato poco concreto ma anche sfortunato (come per esempio in Coppa Italia contro il Cesena), diversa dovrà invece essere l’analisi sui giocatori che hanno avuto maggiore possibilità di scendere in campo, Belotti, Quagliarella e Maxi Lopez. Ma anche in questo caso i distinguo sono molto importanti.

 

Perché per Andrea Belotti il Toro ha investito molto, e ha tutta l’intenzione di aspettarlo. Le sue prestazioni in crescita, anche se finora povere in quanto ad apporto in zona gol, stanno dimostrando quanto la voglia e la determinazione in campo non manchino di certo. Doveva ambientarsi, si è aggregato soltanto a partire dalla seconda metà di agosto alla squadra e sta imparando a poco a poco quello che gli chiede Ventura. Tre mesi quindi non super, ma nemmeno insoddisfacenti, come hanno dimostrato gli applausi ricevuti dalla Maratona al termine della brutta partita contro l’Udinese.

 

Diverso è il caso dell’ex Napoli e dell’argentino, che di problemi di ambientamento non possono soffrire. Quest’ultimo è evidentemente fuori forma, e il suo potenziale risulta fortemente limitato da questo. Ha la classe per essere un trascinatore, ma è innegabile che la sua prima parte di esperienza in granata sia stata decisamente più esaltante: solo tre gol, in questo campionato (di cui due dal dischetto del rigore), sono bottino misero per un bomber che ha tutte le carte in regola per arrivare alla doppia cifra.

 

Ma a mancare maggiormente a questo attacco, e al Toro tutto, è sicuramente Quagliarella. Sono passati 90 giorni da quando il giocatore è andato a segno per l’ultima volta, e dovranno passare più di due settimane prima che possa avere una nuova possibilità di andare in gol, contro la sua ex squadra, il Napoli. Un periodo tra i meno positivi, nell’esperienza del numero 27 al Toro, condizionato da un digiuno dal gol che, tra l’altro, lo rendono abbastanza avulso dalla manovra granata. Girarci intorno non si può: quando Quagliarella riesce a salire in cattedra, tutto il Toro gioca bene. E le sue reti, pesanti, hanno contribuito ad arrivare spesso ai tre punti. La mancanza del vero Quagliarella, in questa squadra, sta incidendo non poco nel rendimento complessivo della compagine allenata da Ventura. Quando si potrà chiudere questa parentesi? All’attaccante, e all’allenatore l’ardua sentenza. Nel frattempo, trovare una soluzione sembra più difficile del previsto.

 

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