Il 2015 del Toro / Marzo: l’impresa sfiorata con lo Zenit

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Se si analizzano i mesi di marzo delle squadre di Ventura, si nota solitamente un calo di rendimento che poi torna a migliorare in Primavera, per lo sprint finale del campionato. E, sebbene le emozioni non siano state poche, anche in questo 2015 il mese più pazzo dell’anno non ha portato molti punti in dote. O molte vittorie, più in generale.

 

Il Toro, che già aveva era uscito dalla Coppa Italia e aveva giocato diverse partite di Europa League e campionato praticamente con gli stessi uomini, senza cambiare poi molto, aveva la testa soltanto alla Russia, e allo Zenit di Villas Boas da affrontare. Che fosse in grado di farlo lo si poteva capire da come aveva dato battaglia, vincendo, contro il Napoli, proprio all’inizio del mese. Un 1-0 che seppe sfruttare una clamorosa disattenzione di Koulibaly e che scatenò le (sterili) polemiche di Benitez infuriato per alcune decisioni arbitrali. Era cominciato con tre punti, quel marzo, esattamente come poi finirà: un’altra vittoria, in quel di Parma, con rete di Maxi Lopez (una splendida discesa verso la porta difesa da Iacobucci) e Basha, che sanciva la fine di un lungo calvario per il centrocampista.

 

Nel mezzo, però, due brutte sconfitte: una a Udine, dove il Toro passò “casualmente” in vantaggio secondo lo stesso Ventura, per poi afflosciarsi e perdere per 3-2; l’altra a Torino contro la Lazio di Pioli, che già aveva eliminato i granata in Coppa Italia. Due brutte partite di campionato, giustificate dal fatto che la testa fosse tutta all’Europa League e a quegli ottavi di finale da vincere contro lo Zenit per bissare l’impresa contro l’Athletic Bilbao.

 

All’andata, furono dolori: non positiva la prestazione dei Ventura boys che persero 2-0, complice anche una sciocca espulsione di Benassi che costrinse Glik e compagni ad affrontare gli avversari in 10 per più di un’ora di gioco. Nella ripresa, Farnerud si divorerà per altro un gol, che avrebbe potuto essere decisivo. Perché? Perché nella bolgia dell’Olimpico, al ritorno, di fronte a quasi 30mila persone i granata diedero battaglia, con lo Zenit più preoccupato a difendere che altro. Verso la fine della gara il Toro passa in vantaggio con gol di Glik: il capitano suona la carica, la squadra attacca e proprio allo scadere i russi si salvano sulla linea, impedendo il 2-0 che avrebbe sancito l’inizio dei supplementare e, chissà, magari una nuova impresa.

 

E con un gol del suo capitano, l’esperienza europea, a tratti davvero entusiasmante, del Torino si concludeva. Mancava da tanto, troppo tempo; è stata assaggiata, gustata. E ora si cerca il bis. Un finale più romantico, nonostante la delusione, forse non poteva esserci.

 

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