Bjelanovic: “Toro, Kramaric fa per te. Può essere il nuovo Immobile”

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Sasa Bjelanovic, lo sa? Il Toro è alla caccia di Kramaric.
Sarebbe un grande acquisto. È esploso nel Rijeka due anni fa, ha disputato una stagione straordinaria non soltanto in campionato, ma anche in Europa League. È completo, parliamo di un attaccante tipicamente croato, che fa della tecnica la sua arma migliore. Anzi, è forse fin troppo innamorato del pallone, cosa che in Italia rischia di essere un difetto. Ma per la struttura fisica che ha, può giocare sia come prima, sia come seconda punta. È decisamente più tecnico rispetto al sottoscritto, per esempio.

 

Dalla descrizione, almeno parzialmente, si potrebbe pensare a un nuovo Ciro Immobile.
Non siamo così distanti, in effetti. Ha una struttura fisica più importante rispetto all’attaccante del Siviglia, è anche leggermente più alto. Ma sì, parliamo di un attaccante moderno, sicuramente, e con ampi margini di miglioramento. Forse, per intensità di gioco, la Premier è stato un passo troppo azzardato: in Italia può fare più che bene, e poi con un maestro come Ventura…

 

Ma caratterialmente? Torino non è una piazza per tutti.
Ma Kramaric è giovane, e può migliorare tanto. Bisogna dargli il tempo di maturare. Secondo me, se sostenuto, è in grado di esaltarsi.

 

E magari a rilanciare un reparto che sembra avere le armi spuntate.
Io seguo molto il Toro, adesso come qualche anno fa. Diciamo che se due anni fa c’erano Cerci e Immobile, quest’anno giocatori così non ci sono. E non è facile bissare nemmeno quanto fatto, di positivo, nella scorsa stagione. È normale che si faccia fatica a trovare la continuità. Se penso ai tre attaccanti titolari: Belotti è giovane e ha davvero ottime qualità; Quagliarella è bravissimo, ma forse sta patendo un po’ i ritmi.

 

E poi c’è Maxi Lopez, recentemente criticato per uno stato di forma non propriamente impeccabile.
Lui è il tipico usato sicuro, è un giocatore che ha fatto e dato tanto, ovunque sia passato. E nonostante la carriera, è rimasto molto umile: se va in panchina non fiata, e quando scende in campo dà tutto se stesso. Sì, lo stato di forma diciamo che non sfugge agli occhi degli spettatori, ma il Toro saprà come gestirla. Lui stesso, probabilmente, sa bene quello che deve fare. Ma la tecnica davvero non si può mettere in discussione.

 

Ma questo Toro, a fine anno, dove si piazzerà?
Io penso che stia conducendo un buonissimo campionato. Lasciamo perdere le ultime due partite, che hanno creato un po’ di delusione. Con qualche innesto, ma soprattutto con i rientri che aspetta Ventura, penso che avranno le carte in regola per ripetere il girone di ritorno della scorsa stagione.

 

Sembra di sentir parlare un tifoso, più che un osservatore dell’Hajduk Spalato.
Beh, ma io sono sempre rimasto molto legato alle squadre nelle quali ho giocato. Vivo il calcio con grande passione, mi piace seguirle tutte quante. Qui a Spalato, poi, mi trovo molto bene: è un lavoro molto stimolante. Si guardano ragazzi giovani, tenendo grande attenzione al budget. Ma è vero che siamo una delle realtà migliori della Croazia, con tanti tifosi al seguito. Si cerca sempre di dare il massimo. Vi dirò di più: ero molto dispiaciuto che l’anno scorso, in Europa League, al Toro capitò l’RNK Spalato e non noi. Chissà, magari in futuro…

 

C’è qualche giocatore che consiglierebbe a Petrachi?
Nella nostra rosa ci sono due fuoriclasse, del ’97: Andrija Balic, mediano, e Nikola Vlasic, trequartista. Fortissimi, ma credo fuori portata per le casse granata. Tuttavia, e sono sicuro che Petrachi li conosce molto bene, ci sono altri tre giocatori che potrebbero fare al caso della squadra: penso a Susic e Cacktas, entrambi trequartisti del ’92, grande tecnica e determinazione. Su tutti, però, consiglierei Milic, terzino sinistro classe ’89 che potrebbe essere una validissima alternativa ad Avelar. Tutti profili che in granata farebbero molto bene. E che potrebbero lasciare il segno in una piazza davvero indimenticabile.

 

 

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