Toro, sono sempre Ciro lo stesso

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“Amami ancora adesso, sono sempre Ciro lo stesso”. L’ultimo successo di Luca Carboni, cambiando il soggetto del testo, si adatta alla perfezione a questo inizio di seconda vita in granata di Immobile. Non è cambiato Ciro in questo anno e mezzo di lontananza: lo avevamo lasciato l’11 maggio 2014, alla penultima giornata di campionato contro il Parma, quando per la ventiquattresima volta in stagione (ventitré in campionato, una in Coppa Italia) aveva fatto esultare con un suo gol i tifosi, lo lo abbiamo ritrovato ora, un anno e mezzo dopo, con quello stesso vizio di far gol, di correre e di lottare che gli avevano permesso di conquistare il cuore dei tifosi granata.

 

Per dimostrare che certe abitudini non passano tanto facilmente Immobile ha impiegato solamente otto minuti: un calcio di rigore tirato perfettamente (per due volte) alla destra di Leali e il pallone che si è infilato in fondo alla rete, nella porta opposta a quella che lo aveva visto andare in gol contro il Parma. La seconda vita calcistica di Immobile sotto la Mole non poteva iniziare in un modo migliore, in una sola partita ha spazzato via depressione e ansia da risultato, riportando entusiasmo e gol. Sulla vittoria contro il Frosinone la firma del centravanti è scritta a caratteri cubitali: suo il gol del momentaneo 1-0, sua la giocata scaccia-fantasmi e paura dopo il momentaneo pareggio di Sammarco. Il gol dell’1-1 ciociaro aveva infatti fatto ripiombare per qualche minuto il Torino nel terrore di andare incontro ad un’altra figuraccia: a cambiare la partita, a quel punto, non poteva che essere il giocatore con meno pressione addosso. È così che Immobile è svettato nell’area avversaria, ha impattato bene il pallone di testa costringendo Leali alla respinta in tuffo e poi per Belotti è stato un gioco da ragazzi mettere in rete il pallone del 2-1. Da quel momento in poi la tranquillità è tornata a caratterizzare la partita del Torino che è tornato così alla vittoria.

 

Se non fosse per quel numero 10 sulla schiena, anziché il 9, e per il fatto che il suo “gemello” non è più Cerci, ma Belotti, sarebbe difficile credere che da quel gol al Parma al rigore al Frosinone sia passato un anno e mezzo. In fondo in campo si è visto lo stesso Immobile, goleador e trascinatore, mentre dalla Maratona è tornato a risuonare quell’”Oleeè, olè, olè, olè, Ciro, Ciro” tanto famigliare che è difficile credere che siano passati venti mesi dall’ultima volta che era stato cantato. Rieccolo, dunque, Ciro Immobile. Sempre lo stesso, quello che non si può non amare ancora adesso.

 

Clcca qui per vedere gli highlights della partita:

 

 

 



 

 

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