Toro, Benassi pronto a sfruttare un’altra occasione

0
45

Benassi è in forma e si è visto nelle ultime due gare, contro Frosinone e Sassuolo. Il centrocampista granata sta risultando sempre più decisivo partita dopo partita, segno di un momento di crescita graduale che può solo giovare a lui, che è già uno dei pilastri dell’Under 21, e al Torino che, oltre a Baselli, può contare su un altro giovane di buon livello a centrocampo. Contro il Frosinone, l’ex Livorno e Inter ha siglato uno dei quattro gol della gara, mettendosi in evidenza positivamente, al pari di Belotti e Immobile.  

La conferma del suo stato di grazia è arrivata nel pareggio di Reggio Emilia, dove i granata non hanno certo demeritato e tra i migliori, insieme a Davide Zappacosta, è possibile annoverare sicuramente lo stesso Benassi, autore di un’altra pregevole prestazione contro una squadra, il Sassuolo, capace di impensierire chiunque e di vincere anche contro le grandi del nostro campionato. 

 

Marco Benassi, centrocampista classe 1994, è cresciuto tra le giovanili del Modena e dell’Inter, squadra dove ha esordito nel novembre 2012. Non ha mai demeritato tra i nerazzurri ma, a causa di una serie di sconfitte, Stramaccioni, che credeva molto in lui, viene esonerato e Walter Mazzarri non gli concede mai molto spazio. Così il giocatore viene ceduto in prestito al Livorno, dove è rimasto fino al giugno 2014. Nel luglio dello stesso anno, l’Inter decide di cederlo al Torino e, proprio nella squadra granata, il giocatore comincia ad avere una buona continuità e ripaga la fiducia del tecnico Ventura con prestazioni sempre all’altezza. Benassi ha cominciato questo campionato alternando buone prove a prove sottotono, ma adesso sta dimostrando tutto il suo valore e la sua importanza nello scacchiere granata.  

Considerato il suo rendimento degli ultimi due turni di campionato, i tifosi si aspettano che continui la sua crescita e che confermi come uno dei migliori del Toro. Le basi perché continui a fare bene anche a Firenze ci sono tutte, d’altra parte, non c’è due senza tre. 

Condividi