Toro, timidi segnali di ripresa: basterà per svoltare davvero?

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Un Toro che va sotto per due volte e per due volte riesce a rimontare di questi tempi fa notizia. Una volta, ad esempio ad inizio stagione, il 2-2 di Genova sarebbe quasi passato inosservato, perché la capacità di reagire alle difficoltà era una peculiarità di quella squadra. Oggi sì che fa notizia, invece, perché da allora di acqua sotto i ponti ne è passata talmente tanta che gli artefici di quell’inizio di campionato così scoppiettante, Quagliarella e Baselli, sono – per diversi motivi – quanto più lontani da quel che sta accadendo. Il primo, perché il destino (e il calciomercato) lo ha portato altrove, il secondo perché il periodo di forma attraversato non è certo dei migliori. Dopo lo scialbo 0-0 casalingo col Verona si è parlato di stress, di ansia da prestazione: errori su errori, la ricerca estenuante del gol, i fischi dell’Olimpico a gara conclusa, l’analisi del dopogara volta a dimostrare che questo gruppo soffre se caricato di eccessiva pressione.
E allora non può che essere una buona notizia il fatto che il pareggio contro la Sampdoria di ieri sia maturato in questo modo, a termpo ormai scaduto, quando Montella pregustava già una vittoria che avrebbe allontanato, seppur di poco, la Samp dalla zona caldissima. Un pareggio di rabbia e di rapina, quello del Toro, condito da una rete sul filo di lana e una doppietta dell’attaccante, Andrea Belotti, che si è definitivamente sbloccato. Perché sei gol non sono una casualità, non in un campionato come quello di Serie A.

 

Solo i fatti, a partire dalla partita di domenica contro il Chievo, potranno dire se ci troviamo di fronte ad una vera svolta, quella definitiva, o se è tutto un fuoco di paglia, se si è trattato di una reazione causata da un semplice moto d’orgoglio. Del resto dopo il tonfo di Carpi e il periodo buio durato oltre un mese, il Toro aveva rialzato la testa (battendo Bologna e Atalanta) prima di ripiombare negli inferi in cui il derby di Coppa Italia perso malamente aveva spedito i granata. Anche l’arrivo di Immobile aveva dato nuovo entusiasmo oltre a quattro punti in due gare, prima che le partite contro Fiorentina e Verona riportassero di nuovo la squadra al punto di partenza.

Il terzo tentativo, dopo i due già falliti, si presenterà tra tre giorni, abbastanza lontano per recuperare le energie e abbastanza vicino per sfruttare l’onda emotiva. Era solo la Sampdoria, ma è consolatorio pensare che in altri tempi il Toro questa partita non l’avrebbe mai riacciuffata, oltretutto per i capelli. 

 

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