Amauri, un flop annunciato

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Trenta presenze e tre gol: con questo bottino Amauri ha svuotato il proprio armadietto alla Sisport e ha rescisso il contratto che lo legava al Torino fino a giugno. Un bilancio di un anno e mezzo negativo, se si guardano le prestazioni dell’attaccante, che diventa nella norma se si considerano le aspettative dei tifosi nei suoi confronti.

 

Quando, nell’estate del 2014, ha iniziato a diffondersi la notizia che Petrachi aveva individuato nel giocatore del Parma il sostituto di Cerci tra i tifosi hanno iniziato a farsi largo sentimenti di delusione, rabbia e sgomento sia per il passato alla Juventus dell’attaccante, sia per il fatto che l’allora trentaquattrenne calciatore fosse giù entrato da diverso tempo nella propria fase calante e fosse ben lontano dal giocatore che si era fatto apprezzare con le maglie di Chievo e Palermo. Delusione e rabbia sono poi esplose sul web al momento dell’acquisto.

 

Eppure Amauri ha fatto di tutto per guadagnarsi l’affetto dei tifosi, dando sempre il massimo in ogni partita, uscendo dal campo stremato nonostante lo smalto non fosse quello dei tempi migliori. Per questo il suo rendimento, se comparato alle aspettative iniziali dei tifosi, non può definirsi negativo.
Nelle idee di Petrachi e Ventura, però, Amauri sarebbe dovuto essere un elemento importante dell’undici titolare, il partner d’attacco di Quagliarella nell’attacco del Torino. La conferma di ciò era arrivata da Cairo pochi giorni dopo l’acquisto dell’attaccante: “È stato un acquisto condiviso con l’allenatore ed ha tutte le caratteristiche per fare bene nel nostro sistema di gioco”.

Il titolare Amauri lo ha invece fatto solamente per pochi mesi, diventando già nella passata stagione la quarta scelta in attacco dopo l’arrivo di Maxi Lopez dal Chievo. Per questo la mossa di Petrachi si può considerare un flop. Un flop costato poco meno di un milione di euro a stagione (questo l’ingaggio dell’attaccante).

 

Dopo tanta panchina e pochi gol Amauri ha ora lasciato il Torino rescindendo consensualmente con la società il proprio contratto, anche a causa del mancato inserimento – dopo la finestra di gennaio – nella lista dei 25, cosa che lo avrebbe tenuto fuori per il resto della stagione. Un epilogo che testimonia come l’operazione imbastita e portata a termine da Petrachi lo scorso anno sia stata un errore evitabile. 

 

 

 

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