Dietro le quinte si fa spettacolo: in campo è il solito, triste, Toro

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E meno male che almeno c’era il sole a riscaldare gli oltre ventimila tifosi sugli spalti, accorsi in massa all’Olimpico. Altrimenti oltre al danno, un pareggio striminzito contro la seconda squadra più debole della serie A (questo dice la classifica), si sarebbe aggiunta anche la beffa. Al fianco della squadra, questa è stata la risposta della vigilia e al fianco di Ventura…fino a fine campionato, poi ognuno per la sua strada. Questa la lettura più fedele di quello striscione che per quasi due ore è rimasto lì, in Maratona, a far presente a tutti che il tifo più caldo del Torino (lo striscione portava la firma degli Ultras Granata) ha deciso di esonerare pubblicamente l’allenatore granata. Tra il dire e il fare ci sono di mezzo oltre due anni di contratto: un patto difficile da scardinare, anche perché sul piatto c’è un accordo a cifre consistenti ed è difficile pensare che una delle due parti possa cedere.

 

Ci ha pensato il Toro a raffreddare l’entusiasmo di quei ventimila: con la solita partita, il solito copione visto e rivisto. Qualcosa di tristemente noto: una buona partenza, qualche occasione fallita, ansia da risultato, rischio sventato, pressing disperato. Stavolta, almeno, si è evitato il tracollo come contro il Chievo: sarebbe stato troppo per chi ha deciso di trascorrere una bella giornata primaverile dando fiducia ad una squadra che ora dovrà farne di strada per farsi perdonare.

Il sipario è calato tra i fischi ma poi qualcuno ha pensato che forse lo spettacolo non era terminato: ed ecco che il palcoscenico ha ritrovato due degli attori principali del film di questa stagione. Soddisfatti e sorridenti sia Cairo che Ventura: e se presidente e allenatore sono tranquilli perché temere la deriva? Perché interrogarsi sulla mancanza di personalità di una squadra che, sono parole del tecnico, soffre la pressione? Perché preoccuparsi della sorte di un Toro che dalla caduta di Carpi, ormai un girone fa, non si è più definitivamente rialzato? Il primo conferma il secondo e quest’ultimo scherza sull’effetto che l’annuncio potrebbe avere sulla piazza: “Suicidio di massa a Torino!”. Il punto è che il tifoso, prima di arrivare a compiere tale estremo gesto, dovrebbe innanzitutto svegliarsi dal torpore causato da uno spettacolo che non fa più ridere nessuno.

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