Ventura: “Il Milan è una tappa per un obiettivo più ampio”

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Cominciata da pochi istanti la conferenza di Giampiero Ventura alla vigilia del match contro il Milan. 

“Ho scelto di tornare a parlare perché c’è stato un problema di comunicazione e voglio comunicare quello che stiamo facendo”.

 

“Da quando sono tornato – continua Ventura – sono cambiate tante cose. Il Toro sta ricostruendo il Filadelfia, ha un Settore giovanile che è stato ricostruito, e c’è un discorso di programmazione. Tutte cose inimmaginabili quattro anni fa”. 

“Del Toro a settembre parlava tutta Italia perché aveva preso i migliori giovani italiani, il campo col tempo dirà qualcosa”. 

Il tecnico granata ha poi parlato degli obiettivi del Torino. “L’obiettivo del Toro è tornare sempre a lottare per l’Europa, non si può parlare di scudetto. E come si fa ad essere nel gruppo di squadre che lottano per l’Europa? O compri grandi giocatori o programmi una crescita. Noi abbiamo anche un bilancio sano. Crescita vuol dire che se non prendi Eder che ha 29 anni e costa 14 milioni devi costruire giocatori in casa o prendere giovani. Evidente che i nostri non siano ancora pronti ma che faranno divertire il pubblico e arricchire Cairo”. 

 

“Io non faccio solo l’allenatore qua, nessun allenatore quattro anni fa sarebbe venuto qua a difendere Bianchi e Barreto e a prendersi insulti per sei mesi, anche se poi tutti sono saliti sul carro dei vincitori”.

 

“L’obiettivo del Toro non è andare in Europa, ma andare verso l’Europa e starci.Saranno i giovani che potranno portare il Torino a stare in Europa.

La partita è solo una tappa di questo discorso che è molto più ampio. Un giorno, quando raggiungeremo l’obiettivo di stabilirci in Europa, ci ricorderemo di queste tappe”.

 

Sul futuro: “Io ho un contratto fino al 2018 anche se c’è una spinta esterna per farmi andare via dal Torino. Io ho detto che sarei orgoglioso di allenare la nazionale ma credo che questo loi pensi qualunque allenatore”.

 

Poi sulla partita di domani contro il Milan. “L’anno scorso siamo andati a Bilbao con la convinzione di poter vincere, la stessa cosa abbiamo fatto a Milano. Anche quest’anno eravamo partiti con la stessa mentalità. Vorrei che domani tornassimo a giocare con lo stesso atteggiamento”.

 

Ventura è tornato poi sul percorso di crescita della squadra. “Il Toro poteva crescere sicuramente di più. L’inizio di quest’anno è stato talmente positivo che si sono create delle aspettative enormi e quando ci sono grandi aspettative diventa tutto più complicato. Poi ci sono stati altri problemi che ci hanno rallentato. Se pensiamo solo alla partita in sé è ovvio che il giudizio lo esprime il risultato, il nostro deve essere però un discorso più ampio. Non si può avere tutto e subito, se vuoi qualcosa di duraturo te lo devi costuire”.

 

“Il Torino se è sereno è in grado di poter vincere con chiunque, anche con le grandi. Alla prima di campionato siamo andati sotto dopo cinque minuti, abbiamo recuperato e abbiamo vinto crescendo. Idem con la Fiorentina. Ora il Torino deve trovare la stessa spensieratezza perché il Torino è in grado di fare”.

 

“Questa ultima parte di campionato sarà quella dei giocatori che finora hanno giocato meno, come ad esempio Jansson, perché il futuro è loro. Io sono in debito nei confronti di questi giocatori. In questo finale di campionato potremo anche sperimentare cose nuove”.

 

“Quello che vorrei dire ai tifosi è di riuscire a scindere il risultato della domenica dal progetto, altrimenti rischiamo di buttare via un patrimonio importante”

 

Infine, sulle aspettative da qui alla fine del campionato. “Da qui alla fine mi aspetto che non si buttino via queste quattordici partite che ci mancano. Al Toro ora non c’è un giocatore che non possa dare di più rispetto a quello che ha dato”.

 

“Il derby di Coppa Italia ha creato un solco, dopo il derby ci sono state una serie di prestazioni negative, non parlo di risultati ma proprio di prestazioni. Dopo il derby qualcosa si è interrotto anche con i tifosi che si sono arrabbiati, anche queste le considero però tappe, come per Benassi una tappa è stata l’espulsione a San Pietroburgo l’anno scorso. Oggi Benassi è un giocatore molto cresciuto che in futuro penso possa anche andare in nazionale, ma l’anno scorso molti dicevano che non doveva più giocare. Un domani potrà fare felici i tifosi o potrà fare felice Cairo”.

 

 

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