Donnarumma vede granata otto mesi dopo l’incubo Danza

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Sono trascorsi oltre otto mesi dall’ultima volta che Donnarumma, neo diciassettenne, ha incrociato il Toro sulla propria strada. Non all’andata, quando era ancora Diego Lopez il titolare della porta rossonera, ma in occasione dei quarti di finale della final-eight Primavera, il 10 giugno del 2015. Anche allora ‘Gigio’ com’è affettuosamente chiamato dalle parti di Milanello, aveva bruciato le tappe: Brocchi aveva scelto lui per un match delicatissimo come quello da dentro o fuori contro la Primavera di Moreno Longo, squadra (quest’ultima) destinata ad andare a prendersi lo scudetto dopo la beffa di dodici mesi prima.

Il classe 1999 – il più giovane in campo, considerato che sia Milan che Toro presentavano giocatori nati tra il 1995 e il 1998 – non aveva potuto fare molto per evitare la rimonta granata. Prima aveva subito gol da Morra, quello del momentaneo 2-1, poi due calci di rigore di Danza avevano trascinato la partita prima ai supplementari e ai tiri dal dischetto. Ed è proprio Dejan Danza, lo scorso anno in Primavera tra gennaio e giugno (e uno degli artefici del tricolore granata) a realizzare anche uno dei tiri dagli undici metri che condannano il Milan all’eliminazione e spediscono il Toro direttamente in semifinale.

 

Il giocatore che per tre volte, con tre calci di rigore, ha trafitto Donnarumma non ci sarà: il centrocampista è rientrato dal prestito a giugno dopo gli ottimi sei mesi in maglia granata. Come non ci saranno i protagonisti di quel match: unico reduce atteso stasera in campo è proprio il portiere (e in panchina ci sarà anche Calabria) che, lui sì, ha avuto la chance per spiccare il volo grazie alla intuizione di chi non ha certamente fatto caso alla carta di identità. 

 

 

 

 

 

 

 

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