Toro trasformista

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Dopo mesi di maniacale immobilismo sul 3-5-2 il Toro stasera nel finale cerca di raddrizzare la partita inserendo prima la terza punta schierandosi con il 3-4-3 e poi la quarta schierandosi con il 4-2-4.
Peccato solo che i moduli offensivi che hanno messo in seria difficoltà il Milan siano stati utilizzati 8 minuti ciascuno, non c’è la controprova ma fossero stati utilizzati per più minuti forse avrebbero prodotto un risultato diverso, anche se a onor del vero le azioni più pericolose i granata le hanno confezionate con il 3-5-2. Purtroppo però sia Belotti che Immobile ne primo tempo hanno ritardato il tiro facendo si che Zapata prima stoppasse la conclusione di Belotti e poi disturbasse Immobile al momento del tiro.

Sconfitta onorevole per i granata, che non hanno demeritato come l’ultima volta che nel girone di ritorno hanno giocato contro una delle squadre che li precedono in campionato a Firenze, quando furono sconfitti da una Fiorentina in crisi senza mai impensierire i gigliati. Il problema però è che nelle sei partite dove hanno incontrato avversari che li seguono in classifica abbiano raccolto solo 9 punti contro i 10 dell’andata, che però erano accompagnati dai 4 contro Fiorentina e Milan mentre 0 sono quelli del girone di ritorno.

Meglio perder bene che perder male ma di sconfitta sempre si tratta e non vorrei che ci si abituasse a preder bene tenendo conto solo della prestazione, non siamo mica in un settore giovanile, siamo in serie A dove bisogna comunque raggiungere risultati. Risultati che a undici giornate dalla fine del campionato devono portarti almeno a mantenere la categoria, risultati che giocoforza dovranno anche essere ottenuti contro squadre che hanno più punti dei granata visto che sono solo tre le squadre (Genoa, Atalanta e Udinese) che per il momento hanno meno punti dei granata tra le undici che rimangono da affrontare.

Speriamo che la Lazio domenica scenda all’Olimpico con la testa già agli ottavi di Europa League, al Torino lo scorso anno capitava spesso di sbagliare le partite che precedevano la coppa.
L’impressione è che quando il Torino non ha niente da perdere (come stasera) riesca a fare anche delle discrete prestazioni, mentre quando ha molto da predere faccia molta più fatica, il problema è che con le squadre più forti spesso si perde anche se si gioca bene mentre è sicura la sconfitta quando si gioca male.
Come il primo anno di serie A di Ventura ci accingiamo a finire la stagione in maniera anonima vista la salvezza non troppo in discussione non avendo più nessuna velleità di raggiungere l’Europa… peccato che le premesse di agosto e settembre, le parole di due giorni fa, ma sopratutto la storia del Torino dicano diversamente. L’Europa la si può anche non raggiungere ma per il Torino è d’obbligo lottare per quell’obiettivo fino a fine stagione. Si impari dagli errori sempre che chi di dovere sia in grado di coglierli visto che a parole non se ne fa mai cenno.

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