Toro, non è ancora abbastanza: nuove idee o sarà una stagione da buttare

0
91

Se la sola volontà bastasse a portare a casa dei punti, il Toro visto ieri a San Siro non sarebbe ancora a metà dell’opera ma forse solo sulla buona strada. È evidente che dopo la brutta figura di domenica scorsa con il Carpi il rischio maggiore fosse quello di entrare al Mezza con le mani in alto, in segno di resa: la buona notizia è che questo non è accaduto. Ma non è ancora abbastanza per rendere meno amaro l’ennesimo boccone da mandare giù: contro un Milan non irresistibile la squadra di Ventura si è limitata a far vedere di avere ancora qualche cartuccia da sparare. Ciò che resta è però un altro ko, il sesto nelle ultime dodici partite. E il calendario non è certamente il miglior modo per pensare con fiducia al futuro: tante big ancora da incontrare ma sopratutto il pericolo di un appiattimento dovuto alla mancanza degli stimoli giusti.

 

Europa lontana, zona calda a debita distanza, a meno di clamorosi colpi di scena: con tre mesi di campionato ancora da giocare è obbligatorio tirare fuori almeno un’idea e portarla avanti fino in fondo, anche rischiando. Più spazio ai giovani? Nuove soluzioni tattiche da sperimentare? Ben vengano le novità, purché siano funzionali ad evitare un lungo trascinarsi che di settimana in settimana avrebbe come primo effetto quello di inasprire ancora di più il rapporto della squadra con l’ambiente. E non solo: una stagione senza frutti (da intendersi non solo come dei semplici risultati sul campo ma anche – per esempio – come quelli che portano alla valorizzazione della rosa) renderebbe vano ogni tentativo fatto nel recente passato.

 

Se la parola d’ordine è programmazione se, per restare all’invito di Ventura di sabato in conferenza stampa, l’attenzione deve essere rivolta al futuro e se bisogna scindere i risultati da tutto il resto, allora questo Toro deve impegnarsi ad offrire molto di più. Altrimenti le tanto celebrate imprese del passato (il derby o Bilbao) resteranno un minuscolo puntino in una storia ultracentenaria e si dovrà ricominciare di nuovo da capo, come se nulla negli ultimi cinque anni fosse accaduto.  

 

 

 

 

Condividi