Milan-Torino, Celi poco autorevole

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Una direzione di gara piuttosto molle quella di Domenico Celi della sezione AIA di Bari che al Meazza ha lasciato correre un po’ troppe azioni al limite del regolamento.

Tanti possibili falli non segnalati da ambo le parti sin dal 3’ quando non interviene per fermare il gioco a seguito di un fallo commesso su Belotti a metà campo. Al 14’ l’episodio più controverso: su una verticalizzazione in area rossonera di Zappacosta, Bruno Peres e Donnarumma si avventano sul pallone ed il giovane portiere rossonero riesce probabilmente ad anticipare di un soffio il brasiliano deviando la sfera prima di travolgerlo. Celi ha dovuto vedere e decidere in una frazione di secondo e nessuna delle due ipotesi, rivedendo l’azione al replay, sarebbe stata clamorosa, tuttavia, fedele ai suoi parametri, ha lasciato proseguire il gioco senza accordare il rigore ai granata. Al 17’ Immobile in ripiegamento difensivo commette un fallo da dietro su Zapata nella trequarti del Torino: giusta la punizione ma l’attaccante si prende anche il rischio di esser ammonito. Dopo altre possibili chiamate non effettuate, l’arbitro barese estrae il primo cartellino giallo al 43’ per ammonire Glik che commette un fallo di ostruzione su Kucka al limite dell’area.

Al 61’ giustamente annullata una rete a Bacca poiché al momento dell’assist di testa di Antonelli, il colombiano non era tenuto in gioco da Baselli e si trovava dunque in posizione di offside. Un minuto dopo non viene sanzionato un netto fallo di Alex su Immobile al limite dell’area milanista (sul lato corto sinistro). Al 67’ Niang provoca Moretti che tentava di rialzarsi da terra impedendogli platealmente di farlo ed anche in questo caso Celi lascia fare difettando di personalità e lasciando ad Abate il compito di “correggere” il comportamento del compagno. Al 69’ cartellino giallo per Abate per un fallo su Bruno Peres ed all’80’ medesimo inevitabile provvedimento per Boateng autore di un intervento da dietro su Moretti.
In definitiva nessuna decisione clamorosa nell’arco del match né si può accusare Celi di aver favorito una o l’altra squadra in modo evidente attraverso una condotta di gara a senso unico. Tuttavia la sua direzione troppo “inglese” ma sostanzialmente con poca personalità non gli fa guadagnare una sufficienza convinta.
Dopo questa partita il bilancio dei granata con Celi diventa ancora più negativo (due vittorie, due pareggi e quattro sconfitte).

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