Barreca, il futuro tra le mani: il Toro osserva il terzino

0
127

C’è una fascia sinistra da conquistare, e qualche dubbio da fugare. Ma Antonio Barreca ha la piena consapevolezza di essere uno degli osservati speciali in casa granata, e da diversi mesi. Da quando, cioè, si era concretizzato il suo trasferimento in quel di Cagliari. Una sfida, giacché il terzino, autore di una buona stagione all’interno di quella sfortunata del Cittadella, sapeva che avrebbe dovuto faticare parecchio per conquistare il posto davanti a Murru, nella super corazzata costruita da Giulini. E dopo qualche mese rimasto a guardare, qualcosa è cambiato, con l’ex Primavera che ha sempre più trovato spazio e occasioni, sfruttate spesso molto bene.

 

Non è di certo passato inosservato, anzi. Vero, qualche errore banale, qualche peccato di gioventù eliminabile il prima possibile, ancra c’è: può capitare che i passaggi siano fuori misura, e che l’azione venga rallenatata, piuttosto che accelerata. Ma le sgroppate sulla fascia sono sempre molteplici: e il peso in attacco, con assist e cross, è davvero notevole. Soprattutto per un classe ’95, alla sua seconda esperienza tra i professionisti. Il Toro, quindi, segue davvero molto il giocatore: e l’idea di riportarlo alla base per il prossimo anno, soprattutto visto il problema di Avelar che potrebbe essere ceduto (e anche Molinaro è in dubbio), sta acquisendo un suo peso nelle stanze della dirigenza di via Arcivescovado.

 

Non sarebbe un titolare fisso, certo, ma avrebbe la possibilità di giocarsela con compagni più grandi ed esperti, che potranno giocare un ruolo fondamentale nella sua crescita e definitiva esplosione. Dopo una B giocata ad alti livelli, di squadra come individuali, Barreca sogna di trovare la Serie A, e di trovarla con il Torino. Che continuerà a osservare il terzino molto da vicino, prima di prendere la decisione finale per giugno, a campionato terminato. Quando le porte, a Cagliari, verosimilmente si chiuderanno, per aprire, magari, un portone. E ritrovare un giocatore del vivaio, dopo la bruciante esperienza di Ogbonna, potrà contribuire a far ritrovare all’ambiente quell’entusiasmo, sopito da qualche mese.

 

Condividi