Toro, ecco il Genoa

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Domenica il Toro affronterà il Genoa al “Ferraris”. I rossoblù sono reduci dalla vittoria casalinga contro l’Empoli che gli ha permesso di restare a +5 dal terz’ultimo posto. Una vittoria importante che potrebbe raddrizzare il finale di una stagione piuttosto deludente, soprattutto dopo il sesto posto dell’ultimo campionato.

 

Nelle difficoltà della squadra ha pesato molto il rendimento degli esterni d’attacco, fondamentali nel gioco di Gasperini, e la volontà di misurarsi con una grande squadra di Perotti (poi effettivamente passato alla Roma). Lazovic, Capeli, Gakpé (ora all’Atalanta) e Pandev (utilizzato anche come punta centrale) hanno deluso le aspettative e i Preziosi è stato costretto a intervenire sul mercato invernale per sistemare gli errori estivi, rinforzando la squadra con l’arrivo di Cerci e Suso. Il migliore dei rossoblù è stato, fino all’infortunio, Leonardo Pavoletti, autore di ben 10 reti. Ora “Pavoloso” è ai box e il Genoa si affida allo sloveno Matavz o allo stesso Pandev.

 

Lo scarso rendimento degli esterni d’attacco e l’infortunio di Pavoletti hanno costretto Gasperini a provare anche il 3-5-2, a discapito del 4-3-3 e del 3-4-3 tanto cari al tecnico. Anche nell’ultima partita, il Genoa è sceso in campo con i soli Pandev e Suso in attacco (poi sostituiti da Capel e Cerci). Con questo modulo, Gasperini vuole fare affidamento sugli esterni Laxalt e Ansaldi, tra i più positivi in tutta la stagione. L’uruguaiano e l’argentino abbinano alla grande corsa la capacità di servire assist ai compagni e, soprattutto Laxalt, di inserirsi pericolosamente nell’area di rigore avversaria. Proprio contro il Toro è arrivata l’unica doppietta in questo campionato del centrocampista uruguaiano.

 

La difesa può contare sull’esperienza di Capitan Burdisso e sulla sicurezza di Perin. Anche Izzo sta crescendo molto, mentre il più deludente è stato De Maio, grande protagonista nella passata stagione. Quello difensivo è un reparto che sa dare sicurezza se supportato dal lavoro dei centrocampisti e degli esterni d’attacco. Lo scarso rendimento di questi ultimi ha quindi anche influito sull’affidabilità difensiva. Ecco perché Gasperini sta pensando di continuare con il 3-5-2, almeno fino al ritorno di Pavoletti.

 

 

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