Caduta libera

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Pronti via e il Toro dimostra che le qualità ci sono; le partite giocate male, con poco impegno, con molta presunzione fanno rabbia ma si spera siano archiviate. I granata non concedono niente, sono precisi e derterminati in ogni zona del campo e vanno in vantaggio con una azione da manuale del calcio, tipica delle giocate di Ventura, poco dopo raddoppiano con un gran gol di Immobile che si diverte a segnare le reti più difficili e spettacolari. La qualità di questo giocatore è che non ha la paura dell’errore, ci prova sempre e comunque senza farsi condizionare dagli sbagli passati, del resto non sarebbe diventato capocannoniere segnando ventidue reti e sbagliandone il doppio e anche adesso è arrivato a quota cinque dopo averne sbagliati una decina. 

 

La classifica sembra tornare a sorridere al Toro che è per il momento nono, il finale di stagione può avere ancora un obiettivo nobile, l’ottavo posto…accidenti non aver battuto la Lazio domenia scorsa, ma le giornate sono ancora nove e tutto può succedere.
Questo penso che fosse il pensiero di tutti i tifosi del Toro dopo la seconda rete di immobile.
Poi, chissà perchè inizia il film dell’orrore. Bruno Peres cerca di uscire dall’area palla al piede, la perde e pochi secondi dopo Molinaro atterra Ansaldi in posizione per niente pericolosa, Cerci va sul dischetto e insacca con freddezza, un ricordo lontano sono i rigori calciati in maniera approssimativa quando era al Toro. A questo punto la partita cambia volto i granata poco a poco spariscono e il Genoa gioca con una voglia e una ferocia agonistica che magari avessere avuto i granata in questa stagione. Un solo sussulto del Torino a metà primo tempo con Immobile che non trova un’altra rete spettacolare che spezza l’assedio rossoblù che vengono premiati dall’arbitro (mediocre per tutto l’incontro) con un secondo rigore; va ancora Cerci sul dischetto che insacca ancora meglio di prima.

 

Tutti i discorsi fatti mezz’ora prima sono svaniti, l’inerzia del match è tutta per i padroni di casa e solamente il teorema che vedeva il Toro vincente quando segna Immobile è l’unica cosa alla quale possono aggrapparsi i tifosi del Toro, ma oggi il Toro non c’è più e il gol di Rigoni su dormita generale della difesa granata è la logica conseguenza di quanto accadeva sul campo, neanche il passaggio al 343 che aveva dato buoni frutti nelle precedenti volte in cui era stato impiegato riesce a cambiare l’inerzia della partita, sono i rossoblù che vanno più vicini alla quarta rete di quanto i granata al pareggio, anche se Acquah crea due occasioni: la prima servendo a Vives un pallone solo da spingere in rete che il centrocampista granata appoggia nelle mani di Perin e la seconda con un tiro da fuori area sul quale Perin compie un gesto da campione.

 

La partita del Torino finisce qui e domenica c’è il derby. Una volta c’era un Toro che nel derby si esaltava e sotto di due o tre gol ne segnava tre agli avversari ora invece questo Torino le rimonte le subisce, peggio di così non si poteva arrivare al derby con questo Torino fragile che è in caduta libera.

 

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