Genoa-Toro, la vittoria del Grifone, per le statistiche, è meritata

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Il Toro torna da Marassi con la dodicesima sconfitta della stagione, l’ottava in trasferta, contro un Genoa che nei primi venti minuti sembrava già sconfitto definitivamente. L’avvio dei granata, infatti, fa ben sperare, ma le disattenzioni e l’improvviso calo della squadra ospite riporta il Grifone in partita.  

  

I dati relativi al possesso palla (52% a favore del Genoa e 48% per il Toro) farebbero pensare ad un match caratterizzato da un sostanziale equilibrio, ma, se guardiamo gli altri dati della gara, noteremo che non è stato così. Il Toro ha uno score di 7 tiri in totale, di cui 5 in porta, mentre per i rossoblù i tiri totali sono 14, di cui ben 9 indirizzati verso la porta difesa da Padelli. A favore del Genoa sono anche i tiri in porta su punizione, che sono 3, mentre i granata, per tutta la gara, non hanno mai tirato in porta su punizione. Il dato più importante per i padroni di casa resta, tuttavia, quello relativo ai rigori, ben 2, che ha consentito agli uomini di Gasperini di riportare in parità il match, per poi ribaltarlo. Vantaggio del Toro, invece, per le parate: 6 per Padelli, 3 per Perin.   

Il Genoa fa registrare un altro dato a suo favore nelle occasioni da gol, ben 13 per la squadra ligure, 5 per i piemontesi. Le due squadre, però, sono in parità relativamente al fuorigioco, 2 per parte. Per quanto riguarda i corner se ne contano 8 per i rossoblù e 3 per gli uomini di Ventura, mentre le palle perse sono leggermente in favore dei granata, 29 contro le 28 del Genoa. Parità, invece, nelle palle recuperate, 24 sia per la squadra di Gasperini sia per quella di Ventura.  

 

In sintesi, il risultato sembra far pendere ogni analisi possibile, almeno nelle statistiche, in favore della squadra di casa ed effettivamente, esclusi quei venti minuti iniziali, il Toro ha offerto ai suoi tifosi una prestazione sottotono, in cui l’unica nota positiva è stato Immobile, con la sua illusoria doppietta. La strada si preannuncia in salita, il lavoro da fare è molto e, per finire il campionato senza rischi, è necessario un repentino cambiamento di rotta. 

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