Confronto Ventura-tifosi: ”Resto solo se lo vuole il popolo granata”

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Non solo Gianluca Petrachi, ma anche Giampiero Ventura ha avuto uno scambio di battute con alcuni tifosi presenti alla Sisport, ad assistere all’allenamento odierno. Terminati i lavori, qualche spettatore ha espresso a gran voce il suo dissenso nei confronti della conduzione tecnica della rosa, e l’allenatore si è fermato per parlare e confrontarsi.

 

Attualmente, tifosi e allenatore stanno ancora parlando. Ai tifosi non vanno giù le continue parole sul percorso di crescita. Dopo qualche minuto, a prendere la parola è stato il tecnico che ha chiesto “unità, da qui fino al 15 maggio. Non abbiamo dei brocchi, faremo di tutto, già da domenica. Poi, dopo, faremo tutte le valutazioni del caso: se ci sarà da cambiare qualche giocatore, o l’allenatore stesso“.

 

Il tecnico ha poi continuato: “Non voglio parlare di calcio, ma di un discorso generale. In quattro anni abbiamo fatto moltissimo, non buttiamo via tutto questo lavoro“.

 

Il colloquio prosegue: “Per andare in Europa lo zoccolo duro va mantenuto. Quindi non vanno venduti i Vives o i Moretti, ma bisogna tenerli e continuare a crescere. Un giocatore all’anno, per restare fuori dalle mischie economiche, va venduto. Il che significa che ne devi prendere altri tre o quattro. Pensate a Benassi e a quanto è cresciuto: magari il prossimo anno, se non già questo, verrà convocato in nazionale. Questo è il percorso di crescita. Poi se vendono tutti vengo anche io a tifare contro, ma se non verrà fatto allora possiamo davvero dire che questo è il percorso di crescita“.

 

L’allenatore continua a parlare ai tifosi: “Domenica? Poniamo che ce la mettano tutta: se arriviamo con questo stato d’animo sarà molto difficile. La mia preoccupazione è che al primo errore, arrivino i fischi, e allora se ne prendono 3 e si va a casa. Stiamo uniti fino al 15 maggio, sopportiamo gli insopportabili. Se vinciamo gioite, se stravinciamo gioite ancora di più. Se perdiamo, incavolatevi: ma state comunque vicini alla squadra“.

 

L’obiettivo è fare in modo che in futuro questa squadra possa stabilmente andare in Europa” prosegue il tecnico. “Il primo giorno qui c’erano Verdi e Oduamadi, 5000 persone che ci urlavano e sputavano. Incavolarsi però non serviva. I ragazzi devono essere forgiati: prendere gente come Moretti aiuta a far crescere i Darmian“.

 

Volete contestare me? Contestate, io posso solo collaborare. Ma i ragazzi hanno bisogno di tempo, perché la maglia del Toro pesa, ha una storia. Ci vuole tempo tempo ad ambientarsi. Poi c’è un mondo dietro: finalmente la società mi ha ascoltato e ha comprato un centro sportivo. Il Fila deve essere visto come un museo, come la storia: ma finalmente abbiamo anche un centro sportivo“.

 

Ancora prosegue il dialogo con i tifosi: “Se prendiamo un giocatore di 29 anni, è a fondo perduto. Pensiamo a Belotti: vedrete che andrà in nazionale e ai mondiali. Lo dico adesso perché non se lo fila nessuno”.

 

Continua ancora il tecnico: “Negli ultimi dieci anni il Toro ha avuto 32 allenatori diversi. Ecco perché dico che non faccio solo l’allenatore qui: ho fatto un passo indietro e ho costruito i giocatori. Poi da due anni non parlo più. È inutile farlo: abbiamo un media contro, che scrive cose terribili, ma il vero problema è come fare a spiegare tutto questo ai tifosi”.

 

Sulle porte chiuse: “Se sono sicuro che sei tifosi granata, puoi entrare in tutti gli allenamenti. Ci vorrebbe una tessera per queste persone. Ma se entra chi non conosco, e che magari poi riprende gli allenamenti, creo problemi ai miei giocatori anche per le tattiche“.

 

Sul suo futuro: “Io ho ancora 2 anni di contratto, ma non ha senso che rimanga se non si porta avanti il discorso e se non c’è l’accordo di tutto il popolo granata di portare avanti questo discorso“.

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