Berry: ”Ventura, il gioco del Toro lo conoscono tutti. Cambia e salviamoci”

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Marco Berry, ha seguito il Toro nel Derby?
Si e dico meno male che abbiamo fatto punti ad inizio campionato. Però basta, non stiamo a recriminare su questioni di giustizia o non giustizia. È andata così, l’arbitro è un uomo e può sbagliare. Noi stiamo pagando le partite sbagliate, il nostro calo.

 

Qual è il valore di questa squadra secondo lei?
Noi siamo una squadra da metà classifica che può ambire ogni tanto ad andare in coppa, non certo a vincere il campionato. Abbiamo un Presidente che ha un allenatore figo che sforna tutti gli anni un paio di fenomeni. Se però questi due o tre giocatori li si vende tutti gli anni poi la squadra è quella che è. Abbiamo ripreso Immobile e abbiamo fatto bene ma dobbiamo considerare che prima che rientri in forma e torni ad essere il goleador che conoscevamo ci vuole tempo. Poi Immobile funzionava bene in coppia con Cerci e non è detto che con Belotti funzioni allo stesso modo. È anche una questione psicologica: se segni è tutto facile se invece non segni diventa tutto più complicato.

 

Il Toro ha iniziato bene poi c’è stato un calo drastico. A cosa può essere dovuto?
I motivi possono essere tanti ma credo che il più lo faccia la testa. È fondamentale, è il 90% del rendimento di giocatori e squadra. Se quella va in crisi finisce che le prendi. Se entri in campo con una convinzione forti allora cambia tutto se no le prendi. Poi può anche succedere che vinci e poi ti siedi e potrebbe essere successo anche questo. Il problema adesso è anche ora in tutte le partite entri in campo e sei obbligato a vincere: questo mette pressione.

 

La classifica però adesso si è accorciata.
Noi dobbiamo fare 5 o 6 punti, il problema è: quando? Adesso c’è l’Inter e le restanti partite non sono facili. Sicuramente Atalanta e Bologna sono due ottime occasioni ma anche loro penseranno la stessa cosa del Toro: loro sono in crisi, approfittiamone. A questo punto conta ancora di più la testa, la convinzione. Il fatto di vivere le partite sapendo di non poter sbagliare complica le cose. L’importante sarebbe entrare in campo convinti, dicendo farò di tutto non per non sbagliare ma per far bene. Tiro? Devo essere convinto che il mio tiro andrà a segno.

 

Cosa si aspetta per il futuro?
Intanto aspettiamo ancora questi due mesi. Per il futuro ovviamente serviranno dei cambiamenti. Io sinceramente voglio bene a Ventura ma credo che debba avere coraggio e cambiare gioco. Ormai il gioco del Toro lo conoscono tutti. Se invece non se la sente, lo ringrazieremo sempre per quello che ha fatto ma ci si saluterà. In questi anni ha fatto un lavoro eccezionale e spero riesca a trovare quel guizzo, quel coraggio che permetterebbe al Toro di far paura a tutti, soprattutto alle più grandi. Perché se il Toro scende in campo contro squadre come l’Inter sa di non avere nulla da perdere e se la può giocare e potrebbe riuscire a portare a casa il risultato. Se invece giochi contro il Carpi sai di avere l’obbligo di fare il risultato e spesso non ce la fai.

 

Ventura ha parlato spesso di programmazione riferendosi al Filadelfia, al nuovo centro sportivo o ai giovani di proprietà. La società è cambiata.
Certo e grazie a lui, non si può non riconoscerlo. Come dicevo prima il motivo della crisi è che ormai tutti hanno capito la nostra strategia di gioco. L’unica soluzione è che Ventura trovi il modo di sconvolgerli. L’importante, oltretutto, è che i tifosi restino sempre la 12ª maglia in campo. La contestazione non serve, contestarli farebbe giocare meglio la squadra? Io non credo.

 

Quest’anno forse è mancato un po’ l’apporto di giocatori che lo scorso anno sono stati i migliori.
Si è vero ma chiediamoci da quanto tempo questi giocatori tirano il carretto. È vero è mancato il loro apporto ma come si dice, per la legge dei grandi numeri, squadra che vince è da cambiare tutta. Mi spiego, ricordi l’Inter? Ha vinto tutto poi l’anno dopo non ha reso. A volte capita che dopo aver vinto qualcuno si sieda.

 

Dal prossimo anno, con la nuova regola di Tavecchio, una parte della prima squadra dovrà essere composta da giocatori del vivaio.
Si, finalmente. Credo che la regola inserita da Tavecchio sia giustissima. Forse non darà esiti immediati ma tra qualche anno potremmo finalmente tornare ad avere italiani forti. La nostra Nazionale  ha delle difficoltà perché non ci sono giocatori italiani veramente forti. E tra il vivaio granata qualcuno che può far bene c’è.

 

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