Obi: se non ora, quando?

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Dieci anni con la stessa maglia addosso non si dimenticano facilmente, come non si possono dimenticare il primo trofeo, il primo gol e lo stadio del proprio esordio tra i professionisti, in particolare se è avvenuto in una partita di Champions League: per questi motivi la gara di domenica contro l’Inter per Joel Obi non sarà come le altre partite e, sempre per questi motivi, al nigeriano non mancherebbero affatto le motivazioni nel caso Ventura dovesse decidere di farlo giocare.

Fino a questo momento i tifosi granata non hanno avuto molte occasioni per vedere all’opera il numero 4, solamente sei spezzoni di partita tra campionato e Coppa Italia, alcuni dei quali addirittura troppo brevi per essere ricordati: un bottino finora non all’altezza dei soldi (più di due milioni di euro e un contratto di quattro anni al giocatore) che Petrachi ha fatto sborsare a Cairo quest’estate per portarlo sotto la Mole. Le poche presenze di Obi non sono solamente dovute a scelta tecnica, il centrocampista è infatti stato costretto più volte ai box da problemi fisici di varia natura. Da diverse settimane, però, il nigeriano sembra essere riuscito a mettersi alle spalle gli infortuni passati ed è tornato ad essere a disposizione di Ventura. Nonostante ciò il tecnico nel ruolo di mezzala sinistra gli ha quasi sempre preferito Baselli o Benassi, unica eccezione la partita casalinga contro il Chievo.

 

La partita contro l’Inter per Obi rappresenta perciò una delle ultime occasioni per mettersi in mostra in questa stagione: come detto in precedenza le motivazioni per giocare una partita da protagonista a San Siro, di fronte a attuali e vecchi tifosi, di certo non gli mancheranno. Al momento Ventura non sembra orientato a lanciare dal primo minuto l’ex nerazzurro che però ha ancora tre giorni a disposizione per far cambiare idea al tecnico in modo da tornare a giocare proprio nello stadio e contro la squadra che lo ha visto esordire nel calcio professionistico. Se non ora, quando?

 

 

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