Ventura e il futuro che pesa: 8 gare per una permanenza non scontata

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Che la panchina di Giampiero Ventura, nonostante il prolungamento contrattuale, non sia più salda al 100% in casa granata, è argomento noto da diverso tempo. I risultati non stanno aiutando per niente il tecnico, e nemmeno le prestazioni: il Torino scialbo e con poche idee (salva qualche rara eccezione) degli ultimi mesi sembra la lontana copia di quello che, fino allo scorso anno, aveva vinto e convinto. E mentre da un lato non si vuole distruggere tutto il lavoro fatto in questi anni, compresi i pesanti (e interessanti) investimenti nello scorso mercato estivo, dall’altro si continua a pensare che qualche cambiamento in atto sia comunque necessario. Forse, a partire dalla testa.

 

Il mercato del prossimo giugno è per ora lasciato in stand-by proprio per questo motivo: ancora, di fatto, non si sa chi allenerà il Torino (e, velatamente, nemmeno si ha la certezza matematica della permanenza nella categoria). Perché le strade tra Ventura e il club di Cairo potrebbero separarsi in maniera tutt’altro che burrascosa, ma comunque sempre di separazione si parlerebbe. Certamente, l’addio non coinciderà con un esonero: si dovrà lavorare su una buonuscita per la rescissione consensuale del contratto, così da non far corrispondere per i prossimi anni un ingaggio superiore al milione di euro. E poi? Poi, anzi prima di poi, il sostituto.

 

Gasperini continua a restare in orbita: piace a Cairo, che conosce da diversi anni, ma soprattutto permettere al Toro stesso di non stravolgere troppo l’impianto tattico su cui Ventura lavora da diverse stagioni e sul quale si è lavorato anche in ottica mercato. Ma l’alternativa, solo in forma d’elenco e non gerarchica, che intriga non poco è Di Francesco. Il contatto risale a qualche settimana fa, ma è stato ulteriormente ribadito. A chiamare la dirigenza granata è stato l’agente del tecnico, che con ogni probabilità saluterà Sassuolo a fine anno (il Milan è una voce concreta, ma per ora non si sono fatti passi avanti). Il tecnico vuole una piazza calda da allenare, e prendere il Torino dopo un’annata molto faticosa, e con voglia di riprendere un percorso interrottosi, sarebbe una soluzione particolarmente stimolante. Per ora è tutto, naturalmente, congelato. E subordinato a Ventura stesso. Ma è solo un rimandare a qualche mese, quando forse per Di Francesco, se non verrà opzionato, sarà troppo tardi.

 

L’incognita dell’allenatore condiziona tutti i piani futuri del Toro. Il finale di campionato sarà davvero decisivo. A partire dall’Inter.

 

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