I Mazzola e il Torino: una grande storia d’amore

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Quanti stati d’animo, quanti sentimenti e quanta nostalgia per Sandro Mazzola, aspettando Inter-Torino.
Padre e Figlio, due Leggende del Calcio Italiano, una dinastia che non ha eguali e inoltre vantano un singolare primato, unici nella storia del nostro Campionato di serie A a vincere una classifica cannonieri,  sia il padre (1947) che il figlio (1965).
Valentino Mazzola si fece notare durante il periodo del Venezia e già allora il suo ruolo era mezzala sinistra che conservò per tutta la carriera, nel 1942 arrivò al Torino con il compagno di squadra Ezio Loik.
Con Valentino  Capitano i Granata divennero il Grande Torino, prima squadra a centrare lo storica accoppiata Scudetto-Coppa Italia nel 1943, ma non solo: anche i 5 Scudetti consecutivi, la vittoria record per 10-0 con l’Alessandria nel 1947/48  e in quel torneo la squadra riuscì nell’impresa di realizzare 125 reti (nell’unico torneo a 21 squadre) con un’incredibile  media di 3,125 gol a partita.
Ma il vero exploit del Fuoriclasse è datato 20 aprile 1947, la fantastica tripletta in due minuti (29′, 30′, 31′), in Torino-Vicenza 6-0 e in quella stagione diventa  il Re del gol.
Come fosse grande quella squadra lo certifica la storia riassunta in una data, l’11 maggio 1947, allora in Italia-Ungheria 3-2 giocata a Torino , in campo 10 giocatori del Torino, unico degli undici non Granata il portiere Sentimenti IV (giocatore della Juventus) un simile episodio non si è più verificato nella storia ultracentenaria della nostra Nazionale di calcio.

Poi tocca a Sandro, primogenito di Valentino, non far rimpiangere il papà, un’eredità pesante la sua: ha indossato una sola maglia quella dell’Inter dal 1961 al 1977, un esordio amaro in massima divisione il 10 giugno 1961 contro la Juventus. Quel giorno Helenio Herrera fece giocare i ragazzi per protestare contro una decisione della Federazione e la Juventus vinse per 9-1: fu proprio lui a realizzare il gol della bandiera dei neroazzurri su rigore.  Dopo quel passo falso, per Sandro solo successi con la Beneamata: fu uno dei protagonisti del ciclo-vincente del Presidente Angelo Moratti . Quella squadra fu protagonista in Italia, in Europa e nel Mondo. Ma anche in Nazionale il fuoriclasse dell’Inter fu decisivo per la conquista dei Campionati Europei del 1968 e vice-Campione del Mondo nel 1970, ma in quel periodo oltre all’incredibile vittoria per 4-3 sulla Germania nei tempi supplementari a tener banco fra gli appassionati era sopratutto la staffetta (e la rivalità) con Gianni Rivera voluta dal ct Ferruccio Valcareggi.

Dopo la carriera calcistica, opera come dirigente sempre con i neroazzurri e anche per la causa Granata dal periodo che va dal 2000 al 2003. Da anni è apprezzato opinionista tv e con Marco Civoli è stato il commento tecnico e il portafortuna per il Mondiale vinto dagli Azzurri di Marcello Lippi nel 2006.
Oltre a Sandro anche il fratello Ferruccio giocava in serie A: solo una volta insieme l’8 ottobre 1967 a San Siro in Inter-L.R. Vicenza 1-0 (rete del solito Sandro). Ma un altro primato porta la firma di questo prestigioso cognome: prima volta di due fratelli-contemporaneamente in gol  il 18 settembre 1966, Ferruccio un gol con la maglia del Venezia in Milan-Venezia 2-1 e la tripletta di Sandro in Foggia-Inter 0-4, egugliati successivamente solo undici anni dopo dai fratelli Savoldi. Come loro, anche altri sono riusciti in questa impresa, e li citiamo tutti in ordine cronologico: Baresi, Inzaghi, Cossato, Filippini, Lucarelli e infine l’exploit dei Rigoni alla 28^ giornata in quest’ultimo Campionato.

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