I top & flop di Inter-Torino

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Il Toro torna alla vittoria. E che vittoria. Ottima reazione dei granata, che ottengono tre punti probabilmente fondamentali per la vittoria. Ecco cosa è andato e cosa no nella trasferta di “San Siro”.

 

TOP

 

TUTTO IL SECONDO TEMPO: gli episodi delle espulsioni e del rigore sono quasi marginali. Conta l’atteggiamento. E il Torino, sovente criticato per quello che (non) faceva una volta subito uno svantaggio, questa volta ha saputo gettare il cuore oltre l’ostacolo. Dice bene Ventura: “Quando questa squadra fa calcio, può dare fastidio a chiunque”. L’importante è che ora torni a farlo davvero, e che questa vittoria milanese sia tutto fuorché episodio estemporaneo.

 

IL TANDEM MAXI-BELOTTI: c’erano dei (sacrosanti) dubbi, prima della partita. Non perché si discutessero le doti individuali, quanto perché l’amalgama poteva non essere dei migliori. Invece, i due si sono trovati spesso, e molto bene. Pur giocando in maniera diversa rispetto a quando in campo c’è Immobile, le sponde di Maxi Lopez (alcune davvero pregevoli) per il compagno di reparto sono state illuminati. Come quella che ha innescato il rigore, con un tacco magistrale. Partite come queste scaldano il cuore. E forse aumentano i rimpianti.

 

LA TENUTA DIFENSIVA: al di là dell’episodio del rigore, che continua ad alimentare dubbi, non è dispiaciuta la prova dei tre centrali dietro, di cui solo uno era effettivamente titolare, almeno sulla carta. Buona gara per Bovo e Jansson, scarsamente impiegati (soprattutto il secondo), in questo campionato. Sembrava, anzi, giocassero da sempre. Gli stimoli di giocare contro l’Inter, poi, avranno sicuramente fatto la differenza: ma tolte le ruggini iniziali, è poi filato tutto liscio come l’olio. Con merito, non fortuna.

 

FLOP

 

UN ARBITRAGGIO INCERTO: quando un direttore di gara fa troppo parlare di sé, vuol dire che qualcosa è andato storto. E ieri, in un verso come per un altro, per Guida è andato davvero tutto male. Tanta incertezza, tantissimi cartellini, forse eccessivi, e una sensazione di insoddisfazione da parte di tutti, vincitori e vinti. Un po’ di sana autocritica può fare bene. Perché altrimenti sollevare dubbi e sospetti diventerebbe un facile tiro al bersaglio. Facilissimo, anzi.

 

LE AMMONIZIONI EVITABILI: vero, da un lato Guida non si è risparmiato con i cartellini. Ma dall’altro, il Toro non si è risparmiato con gli interventi inutili. Su tutti, quello di Bruno Peres in attacco, verso la fine della gara, con i granata in vantaggio anche dal punto di vista numerico. Un intervento in scivolata evitabile, che è costato un’ammonizione sciocca al brasiliano. Atteggiamento sbagliato e da evitare, il suo come quello di altri suoi compagni. Il nervosismo, per essere vincenti, non può trovare spazio.

 

LE OCCASIONI SPRECATE: il rigore di Belotti è stato battuto benissimo, visto soprattutto il portiere con fama di para rigori che si ritrovava di fronte l’attaccante ex Palermo. Ma, ancora una volta, il Torino avrebbe potuto recriminare per dei gol sciupati. Esattamente come l’Inter. Entrambe le squadre, quest’anno, hanno segnato molto meno di quanto hanno prodotto. E probabilmente questa pecca se la porteranno dietro fino al termine della stagione. Un flop bipartisan, che questa volta colpisce meno il Toro. Per fortuna.

 

 

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